Brexit, meno tasse sulle imprese. Regno Unito nuovo paradiso fiscale?

La premier Theresa May vuole abbassare la corporate tax dal 20 al 15% e favorire gli investimenti innovativi

Una nuova strategia industriale per il Regno Unito. Theresa May annuncia alla Confindustria del Regno Unito (Cbi) un taglio della corporation tax, la tassa per le aziende, che potrebbe scendere dal 20 al 15% e favorire gli investimenti innovativi. Un’arma per trattenere le multinazionali dubbiose sulla permanenza nel Regno Unito. Alcune però hanno già deciso: dopo Google che si è detta pronta ad allargare il campus di King Cross e assumere 3mila persone, anche Facebook nel 2017 aprirà nuovi uffici a Londra e assumerà 500 persone.

UK NUOVO PARADISO FISCALE – May ha spiegato che il suo obiettivo, “non solo per la Gran Bretagna, è quello di avere le tasse sulle imprese più basse fra i Paesi del G20 ed anche un sistema fiscale che sia profondamente a vantaggio dell’innovazione”. E’ già previsto che la corporation tax scenda dall’attuale 20 al 17% entro il 2020, ma May vuole andare oltre: tagliare la corporate tax renderebbe più competitivo il Regno Unito rispetto ad altri Paesi europei, sfidando la vicina Irlanda, dove le tasse sono al 12,5% e che è attualmente la meta preferita delle grandi multinazionali che vogliono investire in Europa.

FISCO LIGHT PER ATTRARRE GIGANTI HI TECH – La carta che May vuole giocarsi servirà soprattutto a trattenere i grandi investimenti nel Regno Unito e avvantaggiare l’innovazione delle grandi compagnie, come quelle hi-tech. “Ci impegniamo ad aumentare sensibilmente gli investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo – ha spiegato la leader dei Conservatori britannici – investendo 2 miliardi di sterline in più all’anno entro la fine di questa legislatura, per aiutare la Gran Bretagna post-Brexit a essere all’avanguardia nella scienza e nella tecnologia”.

BUCO DI BILANCIO – L’ottimismo della premier non è condiviso dal Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond. Il ministro del Tesoro, nella manovra d’autunno, annuncerà un buco di bilancio legato agli effetti della Brexit che negli anni potrebbe raggiungere i 100 miliardi di sterline.

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