Brexit, bloccati investimenti per 75 miliardi di euro

In attesa della definitiva uscita dalla UE, ma si profila all'orizzonte un nuovo referendum

Investimenti congelati per oltre 75 miliardi di euro in Gran Bretagna nei quasi cinque mesi trascorsi dal referendum pro Brexit. Lo rivela un rapporto condotto su un migliaio di aziende. Si tratta di piani di sviluppo rimessi nel cassetto a causa delle incertezze sulla transizione verso l’uscita all’UE, sul mantenimento o meno di un qualche accesso al mercato unico europeo e sul calo della sterlina.

Nel dettaglio, lo studio – condotto dal Centre for Economic and Business Research – rivela che metà delle imprese sondate ha sospeso almeno una parte dei progetti d’investimento. Un secondo rapporto aggiunge poi allarme all’allarme, malgrado l’andamento relativamente positivo dell’economia del Regno in questi mesi, prevedendo a partire dal 2017 – insieme al temuto sganciamento di alcune grandi banche dalla City – anche un calo netto del potere d’acquisto medio dei salari: tendenza legata alla possibile contrazione del business e a una ripresa dell’inflazione.

La situazione oltremanica è ancora in divenire: decine di deputati britannici di varia provenienza, infatti, intendono promuovere al Parlamento una mozione affinché sulla Brexit sia indetto un secondo referendum, relativo non solamente alla singola uscita dalla UE, come in quello dello scorso 23 giugno, ma anche relativo al come, su quali termini sarà negoziato con Bruxelles.

In altre parole, gli elettori si troverebbero o ad accettare il contenuto sic et simpliciter, oppure optare per restare in Europa: un’iniziativa quest’ultima, ideata dal leader liberal-democratico Tim Farron, che ha già fatto storcere il naso ai conservatori.

Brexit, bloccati investimenti per 75 miliardi di euro
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