Braccio di ferro Roma-Bruxelles su flessibilità, sabato legge bilancio in CdM

L'Europa apre all'Italia su emergenza migranti e terremoti, ma fissa rigidi paletti

(Teleborsa) – Pochi giorni fa Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari Economici, confessava di avere “fiducia che l’Italia, come sempre, se la caverà e risolverà i suoi problemi con il nostro aiuto”. Ovviamente oggetto della discussione erano le difficoltà del sistema bancario italiano e le sfide di bilancio, per le quali il Premier Renzi e il Ministro Padoan hanno più volte auspicato una maggiore flessibilità da parte di Bruxelles. E proprio per l’approvazione della Legge di Bilancio il Governo si riunirà sabato prossimo, fermo restando che lo stesso Moscovici è stato più che chiaro: “Con le regole non si può giocare”, dall’Italia circolano cifre che “non sono quelle che ci aspettavamo”.

Gli ingredienti per un braccio di ferro tra Roma e Bruxelles, dunque, ci sono tutti, perché se è vero che l’Europa si dice disposta a concedere al nostro Paese una maggiore flessibilità di conti, dall’altra tale concessione avverrà nel recinto ben delineato da paletti di regole che non possono essere scavalcate. In altre parole, ok a spese per far fronte a emergenza migranti o terremoti, ma non oltre. Flessibilità sì, andare contro le regole no. Non è un caso che il commissario Ue abbia dichiarato come la Commissione “si è sempre mostrata disponibile a prendere in considerazione la flessibilità“, ma allo stesso tempo “serve che l’Italia continui a essere seria nello sforzo di riduzione del deficit”.

Sul tema il Premier Renzi e il Ministro Padoan sono a lavoro da tempo. La bozza della legge di bilancio 2017 sarà approvata nel fine settimana dal CdM “in assoluto rispetto delle regole e in collaborazione” con Bruxelles, come sottolineato dal Ministro dell’Economia. La Commissione dovrà ricevere entro il 15 ottobre le bozze delle finanziarie per l’anno seguente, per poi effettuare le proprie valutazioni in merito. Il fatto è che l’Italia lo scorso mese di aprile si era impegnata a mantenere il defici all’1,8% del PIL, percentuale poi corretta al rialzo al 2% ma che potrebbe lievitare fino al 2,4% considerate le crisi umanitarie e le catastrofi naturali degli ultimi mesi.
Ma che numeri muove la legge di bilancio? Le cifre che girano in questi giorni parlano di circa 24 miliardi di euro, fermo restando che la vera partita si giocherà su tre fronti ben definiti: da una parte le pensioni, poi gli investimenti e infine il sociale. Per quanto riguarda il pacchetto previdenziale, ovvero l’estensione della quattordicesima e l’anticipo pensionistico (Ape), molto se non tutto dipenderà dalla definizione di lavori cosiddetti ‘usuranti’, che determineranno costi e benefici della misura che sarà adottata. In tema di investimenti, appare al momento certa la replica di quello sui beni strumentali, così come l’iperammortamento al 250% per gli acquisti finalizzati allo sviluppo digitale delle aziende, senza contare il potenziamento del credito di imposta per ricerca e sviluppo. Previsto infine il rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia per 900 milioni.

Braccio di ferro Roma-Bruxelles su flessibilità, sabato legge bilancio in CdM
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