Bancomat obbligatorio nei negozi dal 1° luglio. Ma c’è il trucco

Il 1° luglio scatterà l'obbligo POS per ogni pagamento sopra i 30 euro: ma senza sanzioni. Un pasticcio all'italiana

Studi medici e professionali, commercianti, artigiani e imprese dovranno dotarsi di POS per ricevere pagamenti con bancomat, a partire dal 30 giugno.  Nessun ulteriore rinvio, dunque, per l’entrata in vigore di un provvedimento che ha avuto vita lunga e travagliata, a partire dal decreto legge che ha introdotto la misura (dl 179/2012, noto anche come Decreto crescita 2.0 o Decreto sviluppo bis). Ma anche nessuna sanzione prevista per chi non rispetterà l’obbligo di dotarsi della ‘macchinetta’.
Come a dire, secondo un costume già consolidato nel Belpaese… fatta la legge, gabbato lo Santo. E’ facile prevedere, infatti, come denuncia l’Italian E-Payment Coalition, che in assenza di provvedimenti sanzionatori, le adesioni saranno poche.
 
La misura introdotta, nata con l’intenzione di contrastare l’evasione fiscale e restare al passo con l’Eurozona, ha suscitato numerose polemiche da parte delle categorie interessate, poiché, come espresso nell’istanza presentata al Tar del Lazio dal Consiglio nazionale degli architetti (Cnap), la si ritiene una norma insensatamente vessatoria e costosa.
 
Secondogli architetti, infatti, il contrasto all’evasione fiscale può essere ugualmente perseguito attraverso pagamenti tracciati (bonifico o assegni) senza obbligare i professionisti ad attivare Pos costosi da installare e utilizzare: "una vera e propria gabella medioevale impropriamente e ingiustamente pagata a un soggetto privato terzo, le Banche che – oltretutto – non svolgono alcun ruolo nel rapporto tra committente e professionista", ha dichiarato il presidente del Cnap. 
 
POS OBBLIGATORIO, COSA PREVEDE
L’obbligo di registrare i pagamenti con POS è valido per tutti gli importi superiori a 30 euro.
Si applica a coloro che nell’anno precedente hanno fatturato oltre 200 mila euro e solo per le attività svolte all’interno degli esercizi e degli studi: sono queste le principali novità previste per l’obbligo dei pagamenti con strumenti tracciabili per i professionisti nello schema di decreto messo a punto dal Ministero dello sviluppo economico.
Nel regolamento si prevede che l’obbligo del Pos scatti solo per importi superiori ai 30 euro e trova applicazione solo per i pagamenti effettuati all’interno dei locali destinati allo svolgimento dell’attività di vendita o di prestazione di servizio, ed esclusivamente nel caso in cui il fatturato del soggetto che effettua l’attività sia superiore a 200mila euro. Condizione quest’ultima valevole però solo nella prima fase di applicazione, ossia a partire da luglio 2014. Decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il limite potrà essere ridotto.
 
POSSIBILI RINCARI
Il tema, sollevato da Federconsumatori e Adusbef, riguarda l’eventuale rischio che i costi per dotarsi di Pos e per la gestione degli strumenti che ricevono pagamenti elettronici vengano scaricati sui cittadini. "La misura rappresenta un grande passo avanti in termini di tracciabilità dei pagamenti e lotta all’evasione, nonché un ampliamento ed un’agevolazione a favore del cittadino – affermano le due associazioni – La circolazione di meno contanti rappresenta, inoltre, un elemento di maggiore sicurezza, sia per il cittadino che per l’esercente. Ci auguriamo, però, che i costi ancora eccessivamente onerosi per dotarsi degli strumenti atti a ricevere pagamenti in moneta elettronica non siano scaricati in alcun modo sui prezzi e sulle tariffe".
Chiunque effettui attività di vendita di prodotti e servizi con Bancomat infatti ha, rispetto al contante, non solo un costo fisso ma anche un costo in percentuale al prodotto venduto. I negozianti e professionisti potrebbero così aumentare prodotti e prestazioni per rifarsi della "gabella medievale" penalizzando i consumatori.
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