Banche, l’ABI dichiara guerra ai crimini informatici: misure sempre più efficaci

(Teleborsa)I crimini informatici sono una minaccia sempre più incombente. Parola d’ordine? Provare a limitarli, rispondendo colpo su colpo. Per fare un esempio non serve tornare tanto indietro nel tempo: lo scorso 26 luglio, UniCredit ha subito un cyberattacco con un’intrusione informatica sui dati di circa 400.000 clienti in Italia.

Per questo, cresce l’impegno del settore bancario nell’attività di prevenzione del fenomeno:  presidi tecnologici, strumenti di ultima generazione e procedure sempre più innovative in grado di rilevare e bloccare tempestivamente operazioni e comportamenti che potrebbero rivelarsi tentativi di frode dei criminali cibernetici. Conciliando protezione, riservatezza e sicurezza con l’esigenza della clientela di fare operazioni in mobilità in modo facile e veloce.

Ogni anno, infatti, le banche italiane spendono oltre 250 milioni di euro per la sicurezza informatica e sono sempre più impegnate per contrastare questo fenomeno criminale anche attraverso iniziative di formazione del personale, campagne di sensibilizzazione dei clienti ed un’attenta e continua azione di monitoraggio, volta a individuare e bloccare le operazioni anomale e potenzialmente fraudolente.

Grazie a questo intenso lavoro, e alla preziosa collaborazione con le forze dell’ordine, il 95% delle operazioni fraudolente viene bloccato e i clienti vittime di frode sono solo lo 0,002% del totale di quelli che operano su home banking, pari ad uno su 50 mila.

LE REGOLE D’ORO DA SEGUIRE – “La sicurezza informatica, tuttavia – spiega ABI- passa anche attraverso la collaborazione dei clienti delle banche. Per operare online in modo comodo e sicuro, infatti, è importante seguire alcune semplici regole: ignorare qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento e conto online; connettersi al sito della banca scrivendo direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione, ignorando eventuali link ricevuti via mail ed sms; verificare sempre l’autenticità della connessione con la banca; controllare regolarmente i movimenti del proprio conto per assicurarsi che le transazioni riportate siano quelle effettuate; diffidare di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, che inviti a scaricare documenti o programmi; installare e mantenere sempre aggiornato il sistema operativo e l’antivirus; fare attenzione a eventuali peggioramenti delle prestazioni generali (rallentamenti, apertura di finestre non richieste, ecc.) del proprio servizio di home banking o del proprio PC, che possono indicare infezioni sospette”.

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