Banche: debito globale da 152 mila miliardi, Italia maglia nera

Secondo il rapporto di Bankitalia debito pubblico italiano vale 2.250 miliardi

(Teleborsa) – La crisi che negli ultimi anni ha flagellato le economie mondiali ha fatto schizzare il debito globale a livelli mai raggiunti prima. In totale, secondo gli ultimi dati del FMI, il debito a fine 2015 è pari a qualcosa come 152 mila miliardi di dollari, ovvero il 225% del PIL mondiale. Di questi, circa 100 mila miliardi di dollari vengono dal debito privato. In questo scenario, secondo il rapporto Bankitalia sulla Finanza Pubblica, il debito pubblico del Nostro Paese ha raggiunto una soglia poco invidiabile pari a oltre 2.250 miliardi di euro.

Nell’analisi del Fondo Monetario Internazionale, le criticità sarebbero dovute a una profonda e strutturale debolezza del sistema bancario mondiale e in particolare di quello italiano, che subisce le sofferenze dell’intera area UE. Numeri alla mano, l’indebitamento globale è cresciuto nell’ultimo decennio più velocemente rispetto alla crescita mondiale, passando dal 200% del 2002 al 225% del 2015. Ne consegue che il rischio, più che concreto per il Fmi, è che possa venirsi a creare un circolo vizioso in cui la crescita ridotta non permetterà di sostenere gli obblighi di pagamento, gonfiando quindi ulteriormente il debito.

“Un debito privato elevato è un rischio per la stabilità finanziaria e rappresenta il maggior vento contrario alla ripresa economia mondiale”, ha ammonito Vitor Gaspar, Responsabile del Dipartimento Affari Fiscali del Fmi. “Il rapido aumento del debito privato spesso sfocia in una crisi finanziaria“, sottolineando che tuttavia a livello globale il debito privato non è alto ovunque, ma prevalentemente nelle economie avanzate e in alcune economie emergenti. In questo quadro, Europa e soprattutto Cina sono le economie chiamate a far meglio da subito.

La soluzione potrebbe arrivare dalla rapidità di risposta per rafforzare la crescita favorendo la riduzione dell’indebitamento, anche e soprattutto privato. “Servono politiche che spingano la crescita, ad hoc per ogni paese – afferma ancora Gaspar – Ma la politica di bilancio ha bisogno di essere completata da politiche strutturali e dalla politica monetaria, che è adeguata ma le cui misure non convenzionali hanno dei limiti”.

Il Fmi traccia poi un’attenta disamina sulla situazione delle banche italiane. Gli sforzi del Governo per migliorare il quadro attuale “potrebbero non essere sufficienti per rafforzare il sistema bancario. E’ importante affrontare le sfide poste dalle banche deboli per ridurre la pressione sul settore bancario italiano in modo più generalizzato”. Dall’inizio dell’anno la capitalizzazione di mercato delle banche nelle economie avanzate è calata di 430 miliardi di dollari. Non solo. Il Fondo posticipa dal 2018 al 2020 un avanzo strutturale di bilancio per l’Italia, a seguito dell’analisi dei deficit strutturali raggiunti e delle misure in atto per contrastarli. Il pareggio dovrebbe arrivare nel 2020, mentre il debito italiano inizierà a calare nel 2018, quando scenderà al 132%, per poi arrivare al 125% nel 2021.

Banche: debito globale da 152 mila miliardi, Italia maglia nera
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