Approvato il ‘bail in’, anticamera del prelievo forzoso

Legge di delegazione europea inserisce nella legislazione italiana un prelievo forzoso in caso di dissesti bancari

Via libera del Consiglio dei ministri all’attuazione della direttiva europea sulle crisi bancarie. Dal 1° gennaio 2016 i salvataggi delle banche non saranno più finanziati dallo Stato, bensì dagli istituti stessi (il cosiddetto bail-in), cioè in prima battuta dagli azionisti degli istituti di credito coinvolti, poi dagli obbligazionisti, infine, se necessario, dai correntisti con depositi superiori ai 100mila euro (al di sotto di quella cifra infatti vige la garanzia sui depositi). Il testo recepisce 56 direttive e 9 decisioni quadro della Ue, andando verso una ulteriore riduzione delle procedure d’infrazione a carico dello Stato.

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IL BAIL-IN – Inizia in sostanza l’era del ‘Bail-in’ – il salvataggio del sistema dall’interno, ovvero con le risorse interne al sistema stesso – che si contrappone al ‘Bail-out’, ovvero il salvataggio dall’esterno tramite le casse pubbliche. Quindi, quando una banca fallisce (e sta capitando in questi mesi sempre più frequentemente in Europa, dalla Hypo bank carinziana alla sua gemella di Duesseldorf, passando per la Spagna e la Grecia), si bussa cassa agli azionisti.  Siccome però è quanto mai probabile che i debiti travalichino di parecchio gli investimenti di questi ultimi, si batterà alla porta dei correntisti. Sopra i centomila euro, dicono. Il nodo del problema potrebbe infatti nascondersi nella tempistica dell’Europa, che ha imposto all’Italia (e ad altro dieci stati) di adottare queste misure entro due mesi. Si teme insomma che alla fine dell’estate arrivi qualche turbolenza? Molti annuiscono.

LE BANCHE ITALIANE – il governatore di Bankitalia Visco in audizione proprio al Senato aveva avvertito che le banche “dovranno adottare un approccio nei confronti della clientela coerente con il cambiamento fondamentale apportato dalle nuove regole, che non consentono d’ora in poi il salvataggio di una banca senza un sacrificio significativo da parte dei suoi creditori”. Ora le banche italiane, che hanno accumulato un record di sofferenze ed incagli per 330 miliardi di euro, si accingono a fare pagare i propri debiti e gli allegri affidamenti ad amici e compagni di merende agli ignari correntisti, replicando in tal modo l’esperimento di Cipro, quando le banche, senza alcun preavviso (e per di più in prossimità di una festività nazionale) hanno chiuso gli sportelli e bloccato i bancomat.

ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI – Adusbef e Federconsumatori, che si appellano ai parlamentari per non recepire norme europee truffaldine dei diritti dei risparmiatori,  ritengono che “occorre informare i cittadini sull’ennesimo furto con destrezza perpetrato dall’oligarchia europea e dalla Bce di Mario Draghi, per dare ai risparmiatori e depositanti la possibilità di scelta”.