Banche, 1 su 5 ha crediti in sofferenza

114 banche italiane a rischio default

(Teleborsa) Al giorno d’oggi, la parola d’ordine, purtroppo, sembra essere “sofferenza” che fa rima con crisi. Non solo per le famiglie che fanno sempre più fatica a far quadrare i conti, in carenza d’ossigeno, ma boccheggiano anche le banche italiane che di certo non passano un buon momento.

Sul ciglio del burrone, per dirlo con una metafora, anche tanti istituti di credito a rischio default, costretti perciò a fare i conti con una mole di debiti da non dormire sonni sereni.  Lo rivela  uno studio di Mediobanca, che ha messo sotto la lente di ingrandimento i bilanci del 2015, pubblicato da Il Sole24Ore.

Sarebbero almeno un centinaio in difficoltà le banche. Lo studio di Mediobanca ha messo in rapporto le sofferenze con il patrimonio netto tangibile. Si chiama Texas ratio l’indice che segnala il pericolo(applicato per la prima volta negli anni ’80 alla crisi delle banche texane) che, in pratica, misura la funzione fra le sofferenze e la liquidità dell’istituto esaminato, compresi gli accantonamenti.

Come funziona – Se l’indice è sotto il 100% , la banca può tirare un sospiro di sollievo. E’ sopra i cento che la banca scricchiola e cominciano i guai che ovviamente aumentano col crescere della forbice.

Buoni e cattivi – Se fossimo a scuola, l’alunno peggiore, che dunque finirebbe dritto dietro alla lavagna, nel 2015 è la Bcc di Teramo, banca peggiore d’Italia, con un Texas ratio di 777,2. L’istituto è stato salvato in extremis grazie all’intervento della Bcc di Castiglione Messer Raimondo e Pianella con l’aiuto del Fondo di garanzia del credito cooperativo. Ma l’elenco dei cattivi è lungo. I dati Mediobanca, infatti, mostrano che sopra il 100% ci sono appunto 114 banche, per lo più Bcc (credito cooperativo) e casse rurali. Alcune di queste non hanno trovato ancora una soluzione.

Nei dati di bilancio 2015 spiccano le 24 banche con Texas ratio superiore al 200%: oltre alla già citata Bcc di Teramo,  Cassa di Risparmio di Cesena e Unipol Banca che, dunque, navigano a vista, ma non certo in buone acque.

Banche, 1 su 5 ha crediti in sofferenza
Banche, 1 su 5 ha crediti in sofferenza