Bail-in: attenzione, i fondi pensione non sono protetti

La liquidità versata nell’ambito di servizi di gestione patrimoniale offerti da Società di Gestione del Risparmio (Sgr) e Società di Intermediazione Finanziaria (Sim) sono garantite in caso la banca depositaria vada in risoluzione, attivando la procedura di bail-in. Lo stesso non vale per la liquidità gestita da banche autorizzate nell’ambito di servizi analoghi. Garantita è inoltre la liquidità depositata da fondi comuni di investimento, mentre priva di tutela è quella sottostante di Sicaf e Sicav e fondi pensione.

Ciò significa che la liquidità depositata presso le banche dai fondi comuni è protetta al 100% da eventuali risoluzioni dell’istituto tramite il famigerato bail-in, mentre non lo è se il fondo d’investimento assume la forma giuridica di Sicav, Sicaf e fondi pensione. Un’anomalia questa, chiarita a inizio febbraio dalla Banca d’Italia, che, su sollecitazione di Assogestioni sul tema, ha prodotto una circolare (n.12/17/C) che dirime la matassa della procedura di salvataggio europea.

Ne consegue che gli investitori che si affidano a queste ultime tipologie di fondi si espongono a rischi superiori rispetto a quelli che puntano sui fondi comuni, una disparità di cui la stessa Banca d’Italia è consapevole e che, a quanto risulta, non dipende da una precisa volontà del legislatore. “La Banca d’Italia, nella consapevolezza delle disparità riscontrate nella normativa fra fondi di investimento, da un lato, e Sicav, Sicaf e fondi pensione, dall’altro, suggerisce di intraprendere iniziative legislative nelle opportune sedi, nel rispetto dell’ordinamento europeo”, scrive una nota di Assogestioni.

Sul tema è intervenuto anche il presidente di Moneyfarm, Paolo Galvani. “La Banca d’Italia – spiega Galvani – sostiene che non siano assoggettabili alla procedura di bail in la parte liquida degli investimenti che il risparmiatore affida a una SGR e quest’ultima deposita in una banca soggetta a risoluzione. Al contrario, non sono garantite le passività aventi a oggetto le somme ricevute da banche abilitate nella prestazione di servizi in gestione, dal momento che esse non beneficiano della separazione patrimoniale. In questa circostanza il bail in si applica anche se la banca abbia affidato le passività a un depositario terzo che finisca in risoluzione”.

“Per quanto riguarda la liquidità relativa a un investimento in Fondi Comuni – prosegue Galvani – questa è da ritenersi al riparo dal bail in caso di risoluzione della banca depositaria. Lo stesso non si può dire per quanto riguarda fondi pensione, Sicav e Sicaf. Bankitalia ha infine rilevato che la protezione dell’articolo 22 sarebbe applicabile anche alle risorse dei fondi pensione affidate in gestione convenzionata (ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del D.lgs. n. 252 del 2005) nella misura in cui l’attività del gestore fosse riconducibile al servizio di gestione di portafogli e gestione del risparmio (art. 6, comma 1, lettere a e c).

“E’ evidente – conclude il co-fondatore di Moneyfarm – che ci troviamo di fronte a una disparità di trattamento (che svantaggia fondi pensione, Sicav e Sicaf) che sembra causata principalmente da un’interazione tra norme non armoniosa piuttosto che da una precisa volontà del legislatore”.

La Banca d’Italia e Assogestioni, nella consapevolezza delle disparità riscontrate nella normativa fra fondi di investimento, da un lato, e Sicav, Sicaf e fondi pensione, dall’altro, fa sapere di aver già suggerito di intraprendere iniziative legislative nelle opportune sedi.

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