Avanzi di Natale, “re” della tavola. Il cibo riciclato vale mezzo miliardo

A tavola italiani generosi ma guai a sprecare

(Teleborsa) Bilancia avanti di qualche chilo, gli italiani salutano il Natale e si proiettano al Capodanno confermandosi, come da tradizione, pronti a tutto pur di imbandire le tavole con qualsiasi sorta di ghiottoneria e prelibatezza. Per il tradizionale appuntamento con la tavola tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale, infatti, secondo un’indagine Coldiretti, hanno speso quasi 2,3 miliardi di euro tra cibi e  bevande consumati, con un aumento del 5%.  

Sprechi? No grazie. Anche in tempo di crisi, gli italiani non hanno badato a spese per imbandire le tavole con ogni ben di Dio. Secondo Coldiretti, sono rimasti sulle tavole avanzi di cibo per quasi mezzo miliardo di euro, ma per gli italiani la parola d’ordine è “diminuire gli sprechi”. L’indagine realizzata con l’istituto Ixe, rileva che il 33% degli italiani  ha diminuito gli sprechi alimentari, il 31% gli ha mantenuti costanti, il 25% li ha addirittura annullati mentre solo il 7% dichiara di averli aumentatiUna scelta, quella di recuperare il cibo, che fa bene all’economia e all’ambiente, con una riduzione dei rifiuti.

Fantasia VS sprechi. L’arma migliore per combattere gli sprechi? Tra gli ingredienti più usati dai paladini della battaglia anti-spreco, sicuramente la fantasia per dare nuovo gusto agli avanzi della sera prima che diventano, come per magia, “re” sulla tavola del giorno dopo. E allora spazio a polpettoni a base di carne, tartare di pesce, frittate, senza dimenticare la classica ratatouille

La grande abbuffata premia la casa. Casa dolce casa.  Nove italiani su dieci (88%) hanno scelto le mura domestiche per trascorrere il Natale con parenti o amici. Appena il 10% si è recato al ristorante, mentre il 2% ha scelto l’agriturismo.

Spumante superstar. Mangiare sì, ma senza rinunciare al brindisi di rito con lo spumante che si conferma  prodotto immancabile sulla tavola per quasi nove italiani su dieci.

Panettone batte Pandoro di misura. Nell’eterna lotta panettone-pandoro la spunta di un soffio il panettone (75%) contro il 72% del rivale che lo tallona stretto.

Più cibo, meno regali. Meno regali sotto l’albero e maggiore sobrietà negli addobbi natalizi, ma più cibi e bevande in tavola durante pranzo e cenone. Il Natale 2016 si chiude, infatti, con una contrazione della spesa complessiva del 2,3% rispetto allo scorso anno, secondo quanto rilevato da un’indagine Codacons.

Nel dettaglio, le vendite non sono decollate per il comparto abbigliamento (-8%), calzature (-7%), arredamento e casa (-5%), viaggi (-3%), che pagano lo scotto dell’allerta terrorismoSorridono hi-tech e giocattoli che registrano una crescita del +7% rispetto al 2015. La spinta del commercio online: 1 regalo su 3  è stato infatti acquistato sul web. Volano gli alimentari, che segnano consumi in aumento del +5% sul 2015

 

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