Aumento di 85 euro lordi per gli statali: il nuovo contratto

Dalle assenze per malattia alle tutele per chi lavora con contratti precari, tutte le novità

Dopo otto anni di stop è ormai tutto pronto per la riforma del contratto degli statali. Tante le novità sul contratto che sarà firmato dalla ministra della Pa, Marianna Madia: dalle assenze per malattia alle tutele per chi lavora con contratti precari, fino ahgli aumenti in busta paga da 85 euro mensili medi (secondo una piramide rovesciata che privilegia i salari più bassi).

I prossimi giorni saranno cruciali. Sono, infatti, attesi gli ultimi pareri sulla riforma del pubblico impiego. I decreti Madia ora all’esame delle commissioni di Senato e Camera, compreso il correttivo sulle partecipate, dovrebbero finire il giro in settimana. Probabilmente a inizio maggio, l’atto di indirizzo potrà essere siglato e spedito all’Aran, l’Agenzia che rappresenta il governo nei tavoli con i sindacati.

AUMENTO DI 85 EURO – L’aumento nella busta paga è di circa 85 euro al lordo, in effetti al netto nelle tasce degli statali potrebbero arrivare circa 36 euro. Le risorse finora disponibili, dopo l’iniezione messa a punto con la legge di Bilancio 2017, consentono infatti di attribuire, si spiega nelle bozza del Def, un beneficio medio di circa 35,9 euro mensili. Per centrare gli 85 euro di incremento stabiliti nell’intesa occorrono, si calcola, 1,6 miliardi per il pubblico impiego del settore “Stato”, una posta da inserire nella prossima legge di Bilancio (fin qui si era parlato di una cifra più bassa, intorno a 1,2-1,3 miliardi). Altri 1,2 miliardi servirebbero per il settore “Non Stato” da stanziare nei bilanci locali e degli altri enti.

LE ALTRE NOVITA’ –  Oltre all’aumento di 85 euro euro medi, sul piatto ci sono i procedimenti disciplinari e i tempi del licenziamento, anche allungati (da 90 a 180 giorni) purché i paletti siano perentori. La malattia verrà resa più flessibile per venire incontro sia alle esigenze del lavoratore che dell’amministrazione, anche in un’ottica anti-abuso.
Per le viste specialistiche si potrebbe optare per permessi ad ore senza dover saltare l’intera giornata. Dei ritocchi potrebbero anche riguardare la fruizione della legge 104 sulla disabilità. Da tempo si parla di programmare le assenze previste, così da dare all’amministrazione un margine di preavviso.
Per quanto riguarda i tempi determinati, si vorrebbe rendere il più simile possibile il trattamento tra precari e fissi, anche per rispondere alle sentenze che si sono accumulate su carriera e altri diritti. È forte anche la pressione per rivedere le regole, semplificandole, sul salario accessorio, così da facilitare lo sblocco dei fondi. Nell’atto di indirizzo dovrebbero inoltre fare capolino accenni al welfare aziendale e al telelavoro.

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