Assunzioni e supplenze, il flop della Buona Scuola Renzi-Giannini

I numeri condannano la riforma di Renzi: nonostante le assunzioni, sono ancora 105mila i supplenti

La legge dei numeri condanna la Buona Scuola Renzi-Giannini. Le 150.000 assunzioni, annunciate inizialmente da Renzi, sono state in realtà soltanto poco più della metà (86.076) ma soprattutto rimangono le supplenze. L’anno scorso erano 118.172, quest’anno sono pochi meno: 105.395.

Un esercito di precari per i quali si è ripetuta la lotteria dello stipendio pagato a singhiozzo, con le risorse finanziarie insufficienti e il rimpallo di responsabilità tra Miur e Mef.

Un vero smacco per la Buona Scuola promossa dal Presidente del Consiglio: proprio l’eliminazione della “supplentite“, il male della scuola italiana così come venne definito dal ministro Giannini, doveva essere uno degli obiettivi primari della ‘rivoluzione copernicana’ voluto da Renzi. Non si tratta solamente di aver fatto male i conti. Si tratta, soprattutto, di aver indetto un piano assunzionale scriteriato, al termine del quale oltre 15mila cattedre sono rimaste scoperte: l’assurdità, poi, è stata di escludere dalle assunzioni proprio quei docenti abilitati che avrebbero potuto coprirle.

L’anno scolastico 2016/7 si preannuncia ancora più caotico
Dal Ministero dell’Istruzione assicurano: questo è l’anno zero della Buona Scuola, dal 2016/7 tutto (o quasi) si sistemerà. In realtà, l’anno prossimo potrebbe risultare ancora più caotico. Tra poco partirà, infatti, il piano straordinario di mobilità, con la possibilità per ogni docente di chiedere il trasferimento in una scuola diversa da quella assegnata. E così riparte il “toto-cattedre”, con il rischio di aumentare il ricorso ai supplenti.

Il concorso potrebbe slittare
La supplentite verrà curata attraverso il concorso? Il bando è stato pubblicato con tre mesi di ritardo, la scadenza è fissata per il 30 marzo. Ma altri ritardi si stanno accumulando e la prova scritta prevista per aprile potrebbe addirittura slittare. Di conseguenza, i vincitori non riusciranno a salire in cattedra a settembre e, quindi, ecco di nuovo le supplenze. Il peccato’più grave della Buona Scuola è stato proprio quello di non aver capito ancora che la scuola italiana va avanti anche grazie alle supplenze.

 

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