Assicurazioni, in Italia dormono circa 4 milioni di polizze

L’ IVASS spiega le ragioni della mancata riscossione e come si possono tutelare i consumatori

Vi ricordate il caso della polizza stipulata a Virginia Raggia sua insaputa” da Salvatore Romeo? Bene, sappiate che in Italia il sindaco di Roma è in buona compagnia; infatti esistono potenzialmente circa 4 milioni di assicurazioni vita che sono arrivate alla loro scadenza negli ultimi 5 anni senza essere state ancora riscosse. Esse, in gergo tecnico, vengono definite come “dormienti“, ossia non liquidate ai beneficiari in quanto questi ultimi o i loro eredi ne ignorano l’esistenza, oppure la loro riscossione non è stata possibile per vari motivi (uno tra i quali il decesso).

 

A rilevarlo è un rapporto pubblicato dall’IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni – che aveva avviato a febbraio un’indagine sul fenomeno, dopo un confronto con consumatori e imprese. Nello specifico, quasi la loro totalità (più di 3,9 milioni) è stata stipulata per la copertura del solo rischio di morte, con circa 145 miliardi di euro di somme dovute.

 

I contratti a vita intera (ovvero senza una scadenza predefinita) il cui assicurato possiede un’età superiore a 90 anni risultano essere 117 mila, per una somma totale di 12 miliardi di euro. Di queste polizze, oltre 2.500 sono relativi a ultracentenari, mentre circa 540 mila (24 miliardi di euro) sono state stipulate da almeno 10 anni senza che le imprese abbiano avuto notizie dell’assicurato negli ultimi 3.

 

L’elevato presenza di queste assicurazioni dormienti è dovuto a diverse cause: innanzitutto esistono carenze nelle procedure adottate dalle imprese per  la verifica della morte degli assicurati e per rintracciare i beneficiari. Inoltre incide anche il diffuso utilizzo di designazioni generiche, così come costituiscono un problema le scarse informazioni fornite al momento della stipula del contratto.

 

Come si possono tutelare i consumatori? Il consiglio dell’Istituto è di tenere ben informati i familiari (o terze parti) nel momento della stipula, e di fornire tutte le notizie necessarie per il rintracciamento dei beneficiari, cercando di essere il più precisi possibile nella loro designazione. Però, aldilà del ruolo giocato dagli acquirenti, sono le agenzie che dovranno impegnarsi in ulteriori azioni per mitigare il fenomeno, al fine di rendere i contratti più semplici e chiari possibili.

Assicurazioni, in Italia dormono circa 4 milioni di polizze
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