Arriva il bancario ibrido. Ma c’è da fidarsi?

Intesa Sanpaolo ci prova con una soluzione innovativa per i promotori finanziari con un contratto ibrido: metà da dipendente e metà da lavoratore autonomo.

Il gruppo Intesa Sanpaolo e i sindacati hanno firmato un accordo. 13 pagine del protocollo che ribadiscono lo spirito dell’accordo: invecchiamento attivo e conciliazione  tempi vita/lavoro. Questo accordo viene in aiuto soprattutto a che è in età pensionabile, over 60 e a chi è affetto da gravi patologie.

Questo accordo introduce una grande novità: il contratto ibrido per i promotori finanziari. Quindi da una parte si troveranno a firmare un contratto di lavoro subordinato a tempo parziale e dall’altra un contratto parallelo, contestuale, ma ben distinto come lavoro autonomo. I due contratti rimangono indipendenti l’uno rispetto all’altro.

In questo modo 400 promotori finanziari potranno sottoscrivere due contratti differente con l’azienda: uno rimane invariato, da dipendente part time a tempo indeterminato, l’altro invece da autonomo con diritto alla retribuzione fissa. Come dipendente rimane poi la possibilità di accedere al welfare e all’assistenza sanitaria di gruppo oltre ad avere per la prima volta una rappresentanza sindacale.

Questo esperimento si svilupperà per i prossimi due anni. Alla fine del periodo di sviluppo, il lavoratore potrà chiedere di trasformare il rapporto di lavoro dipendente da part-time a tempo pieno. L’accordo prevede un’indennità aggiuntiva per gli over 60 che maturano il diritto alla pensione nel 2019-20, che corrisponde al 75% della retribuzione lorda annua. Il protocollo quindi guarda non solo alla nuova occupazione ma anche alla flessibilità, alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e a chi ha raggiunto la parte finale della carriera.

Infatti chi ha i requisiti per andare in pensione anticipata o di vecchiaia dopo il 31 dicembre 2018 ed entro il 31 dicembre 2020 potrà chiedere la trasformazione del proprio rapporto di lavoro a tempo parziale. La trasformazione dovrà avere una durata massima non inferiore a 24 mesi. Chi è invece pensionabile potrà risolvere consensualmente il proprio rapporto di lavoro dal 31 marzo 2017.

Al raggiungimento delle prime 750 richieste l’azienda procederà a 100 assunzioni, a cui se ne aggiungeranno ulteriori cinquanta nel caso le domande d’uscita arrivino a quota mille.

Arriva il bancario ibrido. Ma c’è da fidarsi?
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