Abolito il roaming, dal 2017 sarà gratis e illimitato

Non ci saranno limiti se si hanno "legami stabili" in altre nazioni

Votate e approvate a maggioranza le regole anti-abuso proposte dalla Commissione Ue. Queste impediscono il roaming permanente, ovvero l’utilizzo di una scheda acquistata in un Paese con tariffe migliori per usarla in modo continuativo in un altro, e coprono tutti gli utenti sulla base del principio di residenza e dei legami stabili a uno stato membro, dagli studenti Erasmus ai lavoratori transfrontalieri, assicurando loro la fine dei sovraccosti dell’uso dello smartphone all’estero.

“Questo è un passo importante”, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip, “possiamo adottare le salvaguardie proposte per far funzionare la fine del roaming”. Ora, ha sottolineato, “serve un accordo sui prezzi all’ingrosso” del roaming, su cui i negoziati cominciano già “questa settimana”. L’Italia ha votato a favore: anche le carte prepagate, assicurano fonti Ue, rientrano nel pacchetto e beneficiano come gli abbonamenti della fine dei sovraccosti.

Le regole anti-abusi che definiscono come funzionerà in pratica la fine dei sovraccosti del roaming hanno spaccato gli stati membri: 12 hanno votato a favore, 9 si sono astenuti e 7 contro, riferiscono fonti Ue.

Le tariffe roaming per l’uso dei telefoni mobili saranno abolite dal 15 giugno 2017. Lo ha stabilito la Commissione europea proponendo nuove regole per consentire di “evitare gli abusi” quando avranno termine le tariffe applicate al traffico telefonico all’estero di chi viaggia “periodicamente” nell’Unione.

SALTANO I LIMITI DI TEMPO – La novità è che non ci sarà più un limite di tempo per sfruttare l’allineamento delle tariffe a quelle nazionali quando si è all’estero, poiché il vincolo temporale dei 90 giorni è stato cancellato per favorire i lavoratori pendolari (per esempio gli italiani che si recano ogni giorno in Svizzera, Austria o Francia) e gli studenti Erasmus.

L’INSIDIA DEI COSTI – Il provvedimento, che sarà ratificato entro il 15 dicembre dal Collegio dei commissari, lascia irrisolta l’insidia dei costi, poiché all’interno dei diversi paesi europei ci sono notevoli differenze nelle tariffe: in Lettonia si spende un sesto rispetto all’Irlanda. La Commissione ha deciso che saranno gli operatori a dover risolvere il problema considerando la residenza dei clienti e i legami permanenti con il Paese in questione. In caso gli operatori individuassero anomalie o abusi potranno intervenire.

LE REGOLE – Le regole discusse riguardano la possibilità per chi viaggia e usa una carta sim di uno stato membro in cui risiede o con il quale ha legami stabili, di usare il telefono mobile in un altro stato alle stesse condizioni del paese di residenza. Un esempio chiaro di ‘legame stabile’ è quello dei ‘pendolari’, espatriati che sono frequentemente presenti nel loro paese di residenza o studenti dell’Erasmus. Gli europei pagheranno prezzi nazionali quando chiamano, trasmettono o scaricano testi o surfano su Internet e avranno pieno accesso ad altre parti del servizio sottoscritto (per esempio i pacchetti mensili per i dati).

IL ROAMING È PER I VIAGGIATORI – Per la salvaguardia degli operatori telefonici contro gli abusi viene precisato che il roaming “è per i viaggiatori”: la nuova proposta comunitaria permette agli operatori di controllare le condizioni di uso per evitare abusi. Chi per esempio risiede in uno Stato e adotta sistematicamente una sim estera compie un abuso. La lista dei criteri da seguire per riscontrare gli abusi comprende un traffico nazionale insignificante rispetto al traffico roaming, una lunga inattività di una carta sim con uso prevalente in roaming, la sottoscrizione di varie carte sim mentre si usa il roaming. In tali casi, ha spiegato la Commissione europea, gli operatori dovranno avvertire i clienti e solo se tali condizioni si verificheranno potranno applicare “piccoli ricarichi“. Bruxelles propone un massimo di 0,04 centesimi al minuto per chiamata, 0,01 centesimi per sms e 0,0085 centesimi per mb. In caso di disaccordo, le procedure di ricorso devono essere assicurate dall’operatore e se la disputa non viene risolta il cliente può rivolgersi all’autorità nazionale delle tlc.

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