23 anni dopo l’alluvione, l’Inps rivuole gli sgravi concessi alle aziende

Le aziende piemontesi colpite dall'alluvione del '94 rischiano di dover restituire gli sgravi Inps e Inail

L’Inps rivuole indietro gli sgravi concessi alle aziende piemontesi alluvionate 23 anni fa. Oltre un centinaio di imprenditori dell’Astigiano, danneggiati dall’alluvione del Tanaro che causò morti e disastri per centinaia di milioni nel 1994, hanno ricevuto una lettera dell’Inps che chiede la restituzione di contributi che l’ente aveva abbuonato dopo ricorsi e sentenze di vario grado.

Una beffa, o come la definisce Luca Matteja, consulente d’impresa e referente del Comitato imprenditori Piemontesi alluvionati del ‘94, una “storia di un pasticciaccio brutto all’italiana”. Tutta colpa di “norme, emendamenti e leggi in contrasto tra di loro” che potrebbero costare caro e mettere in ginocchio centinaia di aziende, destinandole al fallimento.

“Ci sono aziende che hanno ottenuto anche 300 mila euro. Chiedere indietro queste somme ora vuol dire obbligarle a fallire. Follia”.

La denuncia arriva dal presidente della Confartigianato di Asti, Biagio Riccio. “L’Inps rivuole oltre un milione di euro. Si tratta di una vicenda giudiziaria complicata, iniziata nel 2007, quando – spiega Riccio – scoprimmo che la norma di sospensione dei tributi Inps e Inail introdotta per altre catastrofi naturali nell’Astigiano non era stata applicata. Avviammo una verifica di durata oltre un anno, seguita da una class-action di oltre 500 imprenditori che quei contributi li versarono ugualmente, anche se non erano tenuti, poiché avevano perso beni e lavoro”.

“Alla maggior parte di loro, dopo alterne pronunce di tribunali e diversi gradi di giudizio – prosegue – vennero restituiti i contributi versati. “Ora però – aggiunge Riccio – a un centinaio di imprese dell’Astigiano, l’Inps richiede indietro i contributi che lo stesso istituto aveva rimborsato. Si tratta di uno sgarro e abbiamo interessato della questione un pool di legali”.

Attraverso lo studio legale interno, l’Inps Piemonte, che segue i vari ricorsi, ha fatto sapere: “Sono i tribunali e l’Unione Europea a darci ragione. E’ giusto che si verifichi se chi ha ottenuto quel denaro abbia tutti i requisiti per il rimborso”.

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