PMI, le banche hanno sospeso rate dei prestiti per 4,7 miliardi

Grazie all’iniziativa “Imprese in ripresa” le PMI hanno potuto sfruttare l’opportunità di ritardare il rientro dai prestiti richiesti agli istituti di credito

Dal 2015 fino al 30 aprile 2017 (ultimi dati disponibili) le banche hanno accolto oltre 16.000 richieste da parte delle piccole e medie imprese per la sospensione delle rate dei prestiti per un totale di oltre 4,7 miliardi di euro. L’iniziativa “Imprese in ripresa” ha permesso alle piccole e medie imprese in difficoltà di posticipare il pagamento delle rate dei mutui e dei prestiti e di avere un po’ di liquidità per far fronte alle spese quotidiane. Infatti, dai dati diffusi da ABI (Associazione Bancaria italiana), le aziende che hanno beneficiato dall’agevolazione “Imprese in ripresa” hanno ottenuto una maggior liquidità per 610 milioni di euro.

Cosa è Imprese in ripresa

Imprese in ripresa è un’iniziativa che fa parte del progetto “Nuovo Accordo in favore delle piccole e medie imprese” sottoscritto dall’ABI, dalle banche e dalle Associazioni delle imprese. L’accordo prevede che le piccole e medie imprese in difficoltà possano richiedere alle banche di sospendere momentaneamente le rate dei mutui e dei prestiti o di allungare il piano di rientro. L’obiettivo è di aiutare le PMI in crisi di liquidità a superare il momento di difficoltà, posticipando l’incombenza delle rate dei prestiti da pagare.

L’iniziativa permette alle aziende di sospendere dei mutui che già in passato avevano usufruito di un’agevolazione simile. L’unico requisito da rispettare è di non aver utilizzato lo stesso strumento nei 24 mesi precedenti la nuova richiesta.

I settori maggiormente in difficoltà

Tramite l’analisi delle oltre 16.000 richieste pervenute agli istituti di crediti è possibile capire quali settori negli ultimi hanno sofferto maggiormente la crisi economica. Il 21,4% delle richieste arriva da imprese che operano nel commercio o nel settore alberghiero, mentre il 16,6% dall’edilizia. Anche l’industria e l’artigianato non se la passano altrettanto bene con rispettivamente il 13,7% e il 12,4% delle domande. Dal settore agricolo sono arrivate solamente il 9,2% delle richieste totali. Il restante 26,7% fa parte della categoria “altri servizi”.

Interessanti anche i dati riguardanti la distribuzione territoriale delle domande: la maggior parte (64,7%) arriva dalle piccole e medie imprese del Nord Italia. Dal Centro e dal Mezzogiorno solamente il 19,9% e il 15,4% delle richieste. Una differenza così elevata può essere spiegata solamente nella non conoscenza dello strumento.

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