PMI italiane, timore per le sfide dell’industria 4.0

L’industria manifatturiera guarda con un po’ di timore alla rivoluzione dell’industria 4.0. A rischiare maggiormente le PMI ancorate a vecchi processi produttivi

Il campanello dall’allarme lo fa scattare Vanson Bourne, società britannica specializzata in ricerche di mercato: le PMI italiane non guardano con molto favore all’industria 4.0. Nonostante il Piano Nazionale Industria 4.0 voluto dal Governo e alle altre forme di incentivazione, le aziende manifatturiere del nostro Paese hanno timore che i loro impianti possano invecchiare “più velocemente” rispetto al passato e diventare tecnologicamente obsolescenti nei prossimi 3-5 anni.

Le micro, piccole e medie industrie quelle più a rischio

Dal report emerge anche che le società più a rischio sono quelle di piccole dimensioni. Nonostante la consapevolezza, infatti, le difficoltà endemiche di accesso al credito rendono difficile – se non impossibile – avviare una trasformazione digitale e robotica dell’azienda. Così, mentre i big player del mondo manifatturiero possono godere di un maggior credibilità di fronte ai creditori e agli istituti bancari, le micro, piccole e medie imprese sono quelle che sono maggiormente in difficoltà.

Timore condiviso

Non sono solo le aziende manifatturiere italiane a temere i possibili effetti negativi dell’automazione robotica legata all’industria 4.0. Un sondaggio analogo, condotto da Harvard Business Review tra dirigenti IT di tutto il mondo, mostra come anche altre aziende, operanti in Paesi europei e non, abbiano difficoltà a restare al passo con i cambiamenti digitali che l’industria 4.0 porta con sé.

PMI italiane, timore per le sfide dell’industria 4.0
PMI italiane, timore per le sfide dell’industria 4.0