PMI, il governo spinge sulla contrattazione di secondo livello

Il Governo è al lavoro per rafforzare il Jobs Act e spingere ancora più in alto l’occupazione: per le PMI sgravio sui contratti di secondo livello

Dopo il Jobs Act, il Governo è al lavoro per delle nuove norme per rilanciare il mercato del lavoro, agevolando l’assunzione da parte delle PMI e delle grandi aziende italiane. Oltre alla detassazione delle nuove assunzioni a tempo indeterminato, il Governo vorrebbe intervenire con degli incentivi per favorire la contrattazione di secondo livello. Nonostante gli sgravi fiscali, sono ancora poche le piccole e medie imprese che utilizzano la leva dei bonus legati agli obiettivi raggiunti per migliorare la produttività degli operati.

Le norme che il Governo vorrebbe varare

Nel programma di riforme che il Governo vorrebbe portare avanti nel 2017, il lavoro è al primo posto. Dopo il Jobs Act è necessario spingere l’acceleratore sulla crescita e sulla competitività rafforzando le norme degli ultimi anni. E le piccole e medie imprese avranno un ruolo centrale nel nuovo piano del Governo. Per aumentare la produttività, anche le piccole e medie imprese potranno utilizzare gli sgravi fiscali per la contrattazione di secondo livello, non solo aziendale ma anche territoriale.

Cosa prevedono gli sgravi per la contrattazione di secondo livello

Le regole attuali prevedono un doppio tetto per i bonus: uno da tremila euro per tutti i lavoratori e uno da quattromila euro per le aziende che prevedono dei comitati paritetici). La riforma del Governo porterebbe il tetto a tremila euro, con i dipendenti che dovranno pagare solamente una cedolare secca del 10%. Le aziende, da parte loro, potranno beneficiare di una decontribuzione che varia tra gli 800 e i 1000 euro a dipendente. La norma potrebbe essere introdotta a breve, già con la manovra fiscale che si dovrebbe fare entro la fine dell’anno.

PMI, il governo spinge sulla contrattazione di secondo livello
PMI, il governo spinge sulla contrattazione di secondo livello