PMI, il 7% utilizza lo smart working

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano le PMI sono ancora restie ad adottare lo smart working con i dipendenti

Sono 350.000 gli smart worker che lavorano all’interno delle grandi, medie e piccole aziende italiane. È quanto emerge dal report realizzato dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano: il lavoro agile è un fenomeno che in Italia ancora non riesce a radicarsi all’interno delle imprese, soprattutto nelle piccole e medie. Nonostante lo smart working sia stato da poco regolato tramite una legge dello Stato, le aziende sono ancora restie a dare la possibilità ai propri dipendenti di lavorare da remoto da casa, da un altro ufficio o da uno spazio di coworking utilizzando i dispositivi tecnologici (smartphone, tablet e computer).

I dati della ricerca dell’Osservatorio

Come detto, gli smart worker in Italia sono 305.000, l’8% dei lavoratori dipendenti presenti in Italia. La maggior parte lavora all’interno di grandi imprese, dato che solo il 7% delle PMI ha un progetto di smart working attivato. Dalla ricerca emerge però che un altro 15% di PMI utilizza informalmente il lavoro agile e un altro 3% attiverà a breve delle iniziative per avviare lo smart working. Le piccole e mede imprese sono interessate al lavoro agile per aumentare la produzione e la qualità del lavoro, il benessere organizzativo e la conciliazione tra vita privata e vita professionale.

L’Osservatorio Smart Working evidenzia anche che una buona parte delle PMI non è interessata a offrire soluzioni di smart working ai propri dipendenti. E i motivi sono differenti: scetticismo, disinteresse del management e limitato grado di digitalizzazione dei processi. Le aziende più restie sono quelle del settore manifatturiero, edilizia e commercio, categorie dove l’applicazione del lavoro agile è molto complicata.

Chi sono gli smart worker

Il profilo dello smart worker è molto ben definito: lavora in azienda solamente per il 67% del suo tempo e il restante 33% lo passa a casa, all’interno degli uffici dei clienti o dei fornitori e in spazi di coworking. Gli smart worker sono mediamente più felici rispetto ai dipendenti “normali”: solo l’1% si lamenta, mentre il 50% è pienamente soddisfatto del proprio lavoro e il 34% ha buoni rapporti con i colleghi e con il capo.

Il dato più interessante riguarda la stima del 15% effettuata dall’Osservatorio Smart Working sull’aumento di produttività dei lavoratori agili, che in soldoni dovrebbe tramutarsi in una crescita dei fatturati delle aziende di 13,7 miliardi.

PMI, il 7% utilizza lo smart working
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