Industria 4.0, l’Italia fanalino di coda in Europa

Dal report annuale dell’Istituto per la Competitività, le aziende italiane fanno fatica a implementare soluzioni di Industria 4.0 nelle loro aziende

Aziende italiane – Industria 4.0, un rapporto difficile e in continua evoluzione. Così si potrebbe sintetizzare il report redatto dall’Istituto per la Competitività (I-Com) che ha analizzato lo stato dell’arte dell’Industria 4.0 nei 28 Paesi dell’Unione Europea. E i risultati dell’Italia non sono sufficienti, perlomeno per una Nazione che fa parte del gruppo dei Paesi più industrializzati al Mondo. Nella classifica redatta dall’Istituto per la Competitività (il report è stato presentato a Bruxelles) il Bel Paese ha totalizzato un punteggio di 77,8, mentre la media Europea è di 80. Tra i grandi Paesi dell’Unione Europea, l’unico a fare peggio dell’Italia è la Francia, che ha ricevuto un punteggio finale di 66.

Cosa emerge dal report dell’Istituto per la Competitività

La ricerca realizzata dall’Istituto per la Competitività si basa su 13 diverse variabili: diffusione di software, utilizzo di tecnologie e chip Rfid, acquisto di servizi cloud, uso di software per il Customer relantionship management, integrazione dei processi di business tra produttore/fornitore/cliente, analisi dei big data, copertura della banda ultralarga, copertura della telefonia 4G (e 5G per i prossimi anni), percentuale di specialisti ICT sul totale degli occupati, percentuale di addetti all’analisi dei dati, imprese che fanno formazione per l’ICT, percentuale di laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica, imprese con una strategia di sicurezza ICT. Dall’analisi di queste 13 variabili fuoriesce il valore assegnato a ogni Paese. L’Italia è penalizzata a causa della scarsa diffusione della banda ultralarga e del 5G, il prossimo step per quanto riguarda la connessione mobile e che sarà utilizzato anche all’interno delle aziende per far comunicare tra di loro i dispositivi dell’Internet of Things.

La Nazione Europea che ha totalizzato il punteggio più elevato è la Finlandia (100), seguita da Olanda (98), Danimarca (97) e Germania (96).

Il futuro è roseo

Tra i tanti dati negativi, ce ne sono alcuni che fanno sperare che il futuro dell’Italia sia più roseo. Intanto il dato del 2016 è migliore rispetto a quello del 2015 e a settembre dello scorso anno è stato approvato il Piano Nazionale Industria 4.0 che ha messo a disposizione delle aziende e delle piccole e medie imprese diversi miliardi di euro da investire nell’acquisto di macchinari e impianti altamente tecnologici.

Industria 4.0, l’Italia fanalino di coda in Europa
Industria 4.0, l’Italia fanalino di coda in Europa