PMI, come distinguere tra micro, piccola e media impresa

Definita da un apposito regolamento EU, la definizione di PMI aiuta a comprendere le differenze esistenti tra microimpresa, piccola e media impresa

Quando si parla di PMI si corre un rischio, invisibile agli occhi dei più: sbagliare nel riconoscere quali sono le piccole e medie imprese e individuare quali siano i rispettivi “campi operativi”. Fortunatamente arriva in soccorso la Commissione Europea che, con un’apposita raccomandazione, fornisce una definizione di PMI univoca per tutti gli Stati Membri e aiuta a distinguere tra microimpresa, piccola impresa e media impresa.

Perché abbiamo una definizione di PMI

La differenziazione tra microimpresa, piccola e media impresa è funzionale, nell’ottica dell’Unione Europea, per l’erogazione di fondi e misure di assistenza a livello continentale. Rappresentando il 90% delle imprese europee e dando impiego ai 2/3 della forza lavoro del Vecchio Continente, la piccola media impresa è definita “il motore dell’economia europea”. Per questo motivo, la Commissione riserva a questa tipologia di imprese misure, politiche e programmi ad hoc, pensati per favorirne lo sviluppo e il rafforzamento sul mercato globale.

Definizione di microimpresa, piccola impresa e media impresa

Nel definire cosa sono le PMI la Commissione Europea non ha tenuto conto solo della sua dimensione e del numero di persone che operano al suo interno. Fondamentale, infatti, anche il fatturato o il bilancio annuale dell’azienda stessa.

  • Definizione di micro impresa. Quando si parla di microimprese ci si riferisce a quelle aziende con un numero di dipendenti inferiore alle 10 unità e che realizza un fatturato o un bilancio annuo uguale o inferiore ai 2 milioni di euro
  • Definizione di piccola impresa. Le piccole imprese sono aziende con meno di 50 occupati e un fatturato o bilancio annuo non superiore ai 10 milioni di euro
  • Definizione di media impresa. Le medie imprese italiane ed europee hanno un massino di 250 unità lavorative e un fatturato inferiore o uguale ai 50 milioni di euro o un totale di bilancio annuo non superiore ai 43 milioni di euro

Imprese autonome, partner e collegate

Nella raccomandazione della Commissione Europea si distingue anche tra imprese autonome, imprese partner e imprese collegate. Anche in questo caso si tratta di una definizione necessaria a delimitare i campi operativi all’interno dei quali le piccole e medie imprese italiane ed europee possono operare.

  • Cosa sono le imprese autonome. Una PMI si definisce autonoma quando non ha rapporti societari con altre aziende o quando la sua partecipazione nel capitale di un’altra società (o la partecipazione di un’altra società nel suo capitale) è inferiore al 25% delle azioni (o diritto di voto)
  • Cosa sono le imprese partner. Si parla di imprese partner, invece, quando la partecipazione azionaria (della nostra azienda nel capitale di una seconda, o di un’altra società nel nostro capitale) è compresa tra il 25% e il 50%
  • Cosa sono le imprese collegate. Se la partecipazione nel capitale aziendale si spinge oltre il 50%, invece, secondo le raccomandazioni della Commissione europea, le due società possono definirsi collegate.

Per maggiori chiarimenti ed esempi sulle piccole medie imprese italiane ed europee e sulle imprese autonome, partner o collegate, vi rimandiamo alla raccomandazione stilata dalla stessa Commissione europea.

PMI, come distinguere tra micro, piccola e media impresa
PMI, come distinguere tra micro, piccola e media impresa