Cos’è il Piano Nazionale Industria 4.0 e i vantaggi per PMI

Pensato per migliorare la competitività del tessuto produttivo delle PMI e startup innovative, mette sul piatto 13 miliardi di euro tra finanziamenti agevolati e sgravi fiscali

Introdotto dal Governo Renzi nel settembre 2016 per mezzo del Ministero dello Sviluppo Economico (guidato dall’allora Ministro Carlo Calenda), il Piano Nazionale Industria 4.0 è formato una serie di provvedimenti tesi a incentivare lo sviluppo dell’industria 4.0 tramite investimenti privati. Grazie ad agevolazioni e sgravi fiscali di varia natura, il piano vuole premiare le aziende – in particolare le micro, piccole e medie imprese e le startup innovative – che investono con forza in ricerca e sviluppo.

Le misure previste dal Piano Industria 4.0

Tra gli svariati provvedimenti presenti all’interno del Piano Industria 4.0, tre quelli che dovrebbero avere maggior impatto sull’industria 4.0 italiana. Il superammortamento e l’iperammortamento dovrebbero favorire l’acquisto di nuovi beni strumentali o macchinari ad alto contenuto tecnologico grazie ad agevolazioni fiscali; la Sabatini ter garantirà finanziamenti a tassi agevolati e tasso zero a quelle PMI che acquisteranno nuovi macchinari e investiranno in innovazione; gli investimenti privati nel capitale delle PMI e delle startup innovative potranno godere di detrazioni fiscali con aliquota del 30%.

Il ruolo degli investitori privati

Se lo Stato, con i suoi 13 miliardi di euro “puntati” su innovazione e ricerca, svolgerà un ruolo di primaria importanza, anche i privati non saranno da meno. Secondo le previsioni del Governo, gli incentivi e gli sgravi del Piano Nazionale Industria 4.0 saranno in grado di smuovere ben 24 miliardi di euro di investimenti privati, così suddivisi: 10 miliardi su tecnologie e beni; 11,3 miliardi in ricerca, sviluppo e innovazione; 2,6 miliardi nel potenziamento della finanza a favore di startup, PMI innovative e venure capital.

Università come centri di ricerca e formazione avanzati

Gli sgravi previsti per chi investe in sviluppo saranno garantiti anche se si dovessero sfruttare centri di ricerca esterni alle strutture dell’azienda. Le Università diventeranno dunque protagoniste del Piano Industria 4.0, lavorando fianco a fianco con le aziende in qualità di centri di ricerca di supporto. In particolare, il piano prevede di coinvolgere il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, il Politecnico di Bari, le Università del Veneto (aggregate in un polo unico), la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, l’Alma Mater di Bologna e la Federico II di Napoli.

Vantaggi del Piano industria 4.0 per le PMI

Nell’immediato, il superammortamento e l’iperammortamento, uniti al finanziamento a tassi agevolati garantiti dal MISE, permetteranno alle PMI e alle startup innovative italiane di acquistare nuovi macchinari e innovare, così, la loro linea di produzione con robot IoT controllabili anche a distanza. Nel medio e lungo periodo, invece, le piccole aziende manifatturiere italiane potranno godere dei frutti dei capitali investiti in ricerca e sviluppo, andando così a ridurre completamente (o quasi) il gap tecnologico che le separa dalle analoghe realtà produttive europee.

Cos’è il Piano Nazionale Industria 4.0 e i vantaggi per PMI
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