Voucher INPS 2017, come cambia la situazione per le PMI

Il Parlamento è pronto a discutere delle modifiche alle modalità di utilizzo dei buoni INPS. L’obiettivo è evitare il referendum indetto dalla CGIL. Ecco cosa può cambiare per le PMI

Sarà una primavera torrida, sul fronte dei voucher INPS. Il Parlamento, infatti, vuole scongiurare l’ipotesi di un nuovo referendum – il cui quesito è stato già approvato dalla Corte di Cassazione, tra le altre cose – e si appresta a discutere diverse ipotesi che riformino l’utilizzo dei buoni lavoro emessi dall’INPS. Al momento sono due i disegni di legge sul tavolo della “Commissione dei 9” della Camera dei Deputati e le varie forze politiche sono al lavoro per limare i dettagli e trovare un’unica proposta condivisa.

Riforma voucher INPS, la proposta Damiano-Maestri

La prima proposta porta la firma di Cesare Damiano, presidente PD della Commissione Lavoro, e Patrizia Maestri, relatrice pd del testo unificato. Il testo prevede che i voucher INPS possano essere utilizzati solo dalle famiglie per lavoretti domestici (colf, badanti, baby sitter, giardinieri) con un massimale di 5.000 euro annue. Solamente tre le possibili eccezioni: le pubbliche amministrazioni in caso di calamità naturali o eventi inattesi; i piccoli comuni per retribuire disoccupati impiegati in lavori di pubblica utilità; le attività agricole per studenti o pensionati impegnati in vendemmie o raccolte nelle campagne.

Riforma voucher INPS, la proposta “alternativa”

Alcune forze parlamentari, inclusi alcuni partiti che sostengono il Governo Gentiloni, vorrebbero però ampliare l’ambito di applicazione dei buoni lavoro INPS. In particolare, si propone di estendere l’utilizzo dei nuovi voucher anche alle microimprese composte da 0 e 1 dipendente. Una modifica sostanziale all’impianto previsto dai Deputati del Partito Democratico: le “nano imprese 0-1” italiane sono il 60% delle attività produttive italiane e sono attive in settori cardine come l’edilizia, il turismo, il commercio e il trasporto. Se dovesse passare questa ipotesi, di fatto, cambierebbe poco o nulla rispetto allo stato attuale dei fatti.

Come cambia la situazione per le PMI con i nuovi voucher INPS

Le due proposte, così come sono state concepite e abbozzate, avranno effetti completamente opposti (o quasi) sul mondo delle micro, piccole e medie imprese. Se dovesse passare la prima ipotesi, formulata dai due esponenti del Partito Democratico, le PMI non potrebbero più utilizzare i buoni lavoro dell’INPS qualunque sia la loro dimensione. L’integrazione prevista dalla seconda ipotesi, invece, lascerebbe le porte aperte a una fetta delle microimprese (come detto, quelle costituite da 0 e 1 dipendente).

L’appello di Coldiretti

Sulla questione, intanto, fa sentire la propria voce la Coldiretti. L’associazione di categoria dei coltivatori, infatti, chiede di tener conto della peculiarità del proprio settore e far sì che la scure parlamentare – o referendaria – non si abbatta sulle aziende agricole italiane. “Soltanto l’1,09% del totale dei voucher viene impiegato in agricoltura – si legge nel comunicato Coldiretti –, settore in cui i buoni lavoro sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso, senza gli abusi che si sono verificati in altri settori, anche perché nelle campagne i beneficiari possono essere soltanto pensionati e giovani studenti, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali”.

Voucher INPS 2017, come cambia la situazione per le PMI
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