Pensione? Anticipata con l’Ape: ma quanto peserà la rata?

Secondo una simulazione elaborata dai tecnici ci Palazzo Chigi tra il 4,2 e il 4,6%

(Teleborsa)L’agognata pensione è, da sempre, un traguardo importante nella vita di ciascun lavoratore. Un traguardo così atteso che sembra non arrivare mai.
Per questo, non sono in pochi a pensare ad una uscita di scena anticipata. Per loro il governo ha pensato all’Ape social con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che, nei giorni scorsi, ha firmato, appunto, il decreto attuativo che riguarda l’Anticipo pensionistico volontario, un prestito finanziato dalle banche e protetto da una polizza assicurativa.  La misura, in pratica, permetterà di lasciare il lavoro fino a tre anni di anticipo, con una decurtazione della pensione che verrà erogata dall’Inps al netto della rata del prestito.
Una  platea potenziale, stimata dal governo, di circa 300mila persone nel 2017 e di 115mila nel 2018.

Intanto, infuriano già le polemiche con la CGIL che tramite un comunicato ufficiale critica l’iniziativa contestando la metodica definendo il prestito per i “troppo oneroso” soprattutto in ottica restituzione e rispetto ai costi accessori.

I REQUISITI – Per ottenere l’Ape volontaria bisogna avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria (AGO); non essere già titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità. Si può invece continuare a lavorare fino al raggiungimento della pensione.

Fin qui cosa fare per aderire, ma quanto ci costerà l’Ape? Dal 4,2% al 4,6%. È l’oscillazione del peso della rata sulla pensione netta maturata per ogni anno di Anticipo pensionistico “volontario” su una media di 20 anni, con un tasso di finanziamento del 2,7-2,8% e un premio assicurativo pari al 30-32% del capitale, partendo da una pensione netta maturata di 750 euro al mese e arrivando a 2mila euro. A rispondere a questa domanda ci ha pensato il Sole24Ore sulla base di una simulazione elaborata dal team economico della Presidenza del Consiglio.

Prendendo in esame il caso di un lavoratore con una pensione mensile maturata e certificata dall’Inps di 750 euro netti (822 euro lordi, inclusa cioè l’Irpef) che richieda un’Ape volontaria dell’85% (638 euro) e un prestito-ponte di 12 mesi, la rata mensile ammonterebbe (considerando 11 euro di detrazione fiscale) a 55 euro e andrebbe a incidere per il 4,6% per ogni anno d’anticipo sul “nuovo” assegno pensionistico netto che sarebbe a questo punto di 706 euro al mese.

Con una pensione netta maturata di mille euro (1.192 euro lordi) e la richiesta di Ape volontaria dell’80% per 24 mesi, la rata, “addolcita” da 30 euro di detrazione, sarebbe di 141 euro mensili e inciderebbe per il 4,4% su un assegno netto di 889 euro depurato da Anticipo pensionistico e agevolazione fiscale.

Pensione? Anticipata con l’Ape: ma quanto peserà la rata?
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