Dal 2018 donne in pensione a 66 anni come gli uomini

A gennaio 2018 per effetto della legge Fornero scatti l’unificazione dell’età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne a 66 anni e sette mesi

Brutte notizie per le future pensionate. A partire dal 2018 le donne andranno in pensione con la stessa età degli uomini, vale a dire 66 anni e 7 mesi, per via dell’aumento di un anno per le dipendenti private, sulla base dei parametri fissati dalla legge Fornero.

Con queste nuove regole i pensionati italiani saranno quelli che in Europa accederanno alla pensione di vecchiaia con l’età più alta.

Si prevede, invece, che nel 2019 la soglia venga portata per entrambe i sessi a 67 anni, ma è ancora tutto da decidere.

In proposito si svolge oggi, presso la sede del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, l’incontro tra il ministro Giuliano Poletti e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, proprio dedicato alle tematiche previdenziali.

In una nota il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, responsabile del dipartimento previdenza, è intervenuto sugli effetti della legge Fornero. “Il fatto che a gennaio 2018 per effetto della legge Fornero scatti l’unificazione dell’età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne a 66 anni e sette mesi è un ulteriore motivo per intervenire sul sistema previdenziale, bloccando lo scorrimento in avanti dei requisiti pensionistici previsti nel 2019 in relazione all’avanzamento dell’aspettativa di vita” scrive Petriccioli.

Il fatto che in Italia l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia sia già la più alta in Europa, rileva il sindacalista, “deve far riflettere quanti continuano a sostenere un ulteriore allungamento dell’età pensionabile. Tra l’altro, come la Cisl da tempo sottolinea, sono state proprio le donne in questi anni ad essere particolarmente penalizzate sul piano previdenziale perché hanno dovuto in un breve periodo di tempo adeguare i loro requisiti pensionistici a quelli dei colleghi uomini”.

Ecco perché, sottolinea, “è più che necessario bloccare un ulteriore scorrimento in avanti dell’età pensionabile, sostenere le misure previste da opzione donna e prevedere, anche attraverso la contribuzione figurativa, una riduzione del requisito pensionistico che riconosca la maternità ed il lavoro di cura in modo da consentire un pensionamento anticipato per tante donne lavoratrici. Questa è una delle richieste del sindacato che porteremo anche domani nel confronto che avremo sui temi della previdenza con il governo”.

In collaborazione con Adnkronos

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