Ape volontaria, decreto firmato. Pensione anticipata, la guida in tre punti

Firmato il Dpcm sull’Ape volontaria, il prestito garantito dalla pensione di vecchiaia

Importanti novità sul fronte pensioni. Con qualche ritardo e dopo più di qualche rinvio, infatti, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato il decreto attuativo che riguarda l’Anticipo pensionistico volontario, un prestito finanziato dalle banche e protetto da una polizza assicurativa. Lo ha reso noto un comunicato della presidenza del Consiglio, pubblicato su Twitter con foto della firma. L’Ape volontaria, dunque, può partire.

A CHI SI RIVOLGE – L’anticipo finanziario a garanzia pensionistica, si legge sul sito dell’Inps, può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

COME FUNZIONA – Il prestito, spiega l’Inps. è erogato da soggetti finanziatori e imprese assicurative scelti tra quelli che aderiscono agli accordi quadro da stipulare tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e, rispettivamente, l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative primarie.

Il prestito ottenuto viene restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’Inps all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, inclusa la tredicesima. La restituzione del prestito inizia dal primo pagamento della futura pensione e si completa dopo 20 anni dal pensionamento.

Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza. In caso di decesso dell’interessato prima dell’intera restituzione del debito l’assicurazione versa alla banca il debito residuo. L’eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni.

Il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

DOMANDA E REQUISITI – Per accedere al prestito, si legge sul sito dell’Inps, è necessario, al momento della richiesta:

  • avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago);
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Non è necessario cessare l’attività lavorativa.

Per ottenere l’Ape l’interessato, o gli intermediari autorizzati, devono presentare all’Inps domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. Nella domanda il richiedente indica sia il finanziatore cui richiedere il prestito sia l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza.

Successivamente l’Inps verifica il possesso dei requisiti di legge, certifica il diritto all’Ape e comunica al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile. L’istituto finanziatore trasmette all’Inps il contratto di prestito ovvero l’eventuale comunicazione di rifiuto dello stesso. In quest’ultimo caso la domanda di pensione decade ed è priva di effetti.

In collaborazione con Adnkronos

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