Pubblicità, ricavi 2016 visti a +3%, boom del mobile, in declino editoria

MILANO (Reuters) – Nel 2016 i ricavi nel mercato italiano della pubblicità cresceranno del 3% a 7,85 miliardi di euro, a fronte di un 2015 che si è chiuso in salita dell’1,9% a 7,6 miliardi per la prima volta dopo tre anni di segno negativo. Al 2020 la spesa pubblicitaria raggiungerà quota 9,1 miliardi con una crescita annua del 3,6%.

E’ la stima formulata dal rapporto di PwC Italia “E&M Outlook Italy 2016-2020” presentato oggi a Milano, che per l’ottavo anno consecutivo descrive l’andamento dei 13 segmenti del mercato dei media e dell’intrattenimento.

“Tale crescita è principalmente attribuibile ai segmenti TV e internet che, complessivamente, costituiscono il 70% del mercato pubblicitario. In particolare, il segmento TV rimane il principale canale di investimento”, spiega Andrea Samaja, PwC E&M Leader. Che aggiunge: “La spesa pubblicitaria sull’Iptv (diffusione di contenuti televisivi attraverso internet), una delle scommesse del futuro, crescerà con un Cagr del 25% ma per ora il suo peso specifico sul totale del mercato pubblicitario televisivo, pari al 2%, è ancora marginale”.

Per quanto riguarda i ricavi del mercato Entertainment & Media lo studio conferma i segnali di ripresa avviati nel 2014. Nel 2015, con un incremento del 3,1%, hanno raggiunto i 29,6 miliardi (31,2 miliardi nel 2016) e si prevede che nel 2020 tale valore raggiungerà i 36 miliardi.

La crescita complessiva del mercato sarà guidata dall’espansione della componente digitale. L’impatto dei ricavi derivanti dall’accesso ad internet crescerà dal 29,7% del 2015 al 34,1% nel 2020, secondo lo studio che stima una penetrazione di smartphone e tablet in salita al 92,1% nel 2020.

Quanto alla pay Tv, gli abbonamenti continueranno a salire(cagr 3,4%), beneficiando del crescente interesse dei consumatori per i servizi Ott/streaming sia sulla Tv sia su portatili, tablet e smartphone.

Tornando ai ricavi pubblicitari, quelli dalla radio sono tornati a crescere nel 2015 registrando un dato di 373 milioni per arrivare 429 milioni nel 2020 (cagr 2,9%).

Soffre, invece, il mercato dell’editoria, dove la pubblicità rimane in declino. Per i periodici ed i quotidiani si stima rispettivamente un cagr al 2020 di -2,5% e -3,8%. La contrazione di tale segmento è causata dal declino del mercato della carta stampata che induce gli investitori pubblicitari a migrare i propri investimenti su altri canali.

(Giancarlo Navach)

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