Poste Italiane acquista 14,85% Sia da Cdp per 278 milioni di euro

MILANO (Reuters) – Poste Italiane ha raggiunto un accordo per l’acquisto dal gruppo Cdp del 14,85% di Sia, società specializzata nelle transazioni elettroniche, per 278 milioni di euro.

Si tratta di un’acquisizione indiretta. L’intesa tra Poste e Cdp prevede infatti che il gruppo guidato da Francesco Caio acquisisca da FSI Investimenti il 30% di Fsia Investimenti, che a sua volta detiene il 49,5% di Sia. FSI Investimenti, controllata al 77% da Cdp Equity, resterà quindi con una partecipazione indiretta del 34,63% in Sia.

Cdp ha concluso a maggio un’intesa per il Tesoro per acquisire il 35% di Poste. L’accordo non è stato ancora formalizzato.

“Con Sia per Poste si aprono le porte per lo sviluppo internazionale, ad esempio di Postepay. E un ruolo nello sviluppo tecnologico della pubblica amministrazione”, commenta una fonte vicina alla situazione.

In Italia Poste è già leader con una quota del 14% per pagamenti digitali ed emissione di carte di credito, mentre per quelle di debito supera il 50%, ricorda Equita nel suo rapporto giornaliero.

L’operazione odierna è basata su un equity value di Sia pari a 2 miliardi di euro. La valutazione esprime un rapporto equity value/ebitda di 13/14, in linea con i concorrenti di Sia, ricordano gli analisti.

Secondo fonti a conoscenza della situazione, a parte la new entry Poste, i principali azionisti di Sia — F2i e Orizzonte Sgr oltre a Cdp – hanno ora come obiettivo primario la quotazione di Sia.

ANALISTI POSITIVI SU OPERAZIONE

Per Poste “l’operazione è coerente con l’annunciata strategia di crescita per linee esterne nel settore dei pagamenti, con elevate prospettive di sviluppo nel nostro paese” e “consente di ottimizzare la struttura finanziaria”, commenta Marco Sallustio, analista di Icbpi.

“L’acquisizione probabilmente creerà sinergie, considerando che Sia è il principale fornitore dei sistemi di pagamento bancari, anche all’estero” commentano gli analisti di Banca Akros.

Mentre, secondo Equita, “il deal non dovrebbe precludere l’acquisizione di Pioneer, che – nel nostro caso base che ipotizza il coinvolgimento nell’operazione anche di Anima e di un private equity – comporterebbe un esborso di 1 miliardo”.

Secondo fonti interpellate da Reuters, Poste sta ragionando su come strutturare un’offerta non vincolante per Pioneer Investments, che UniCredit intende valorizzare. E lo scenario più probabile prevede un ruolo per la partecipata Anima Holding e per Cassa Depositi e Prestiti.

(Luca Trogni)

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