P.Vicenza, Bragantini: valuta ricorso su multa Antitrust, no comment voci aumento

MILANO (Reuters) – Banca Popolare di Vicenza è pronta a fare ricorso contro la decisione dell’Antitrust di sanzionare la banca per 4,5 milioni di euro per per pratiche commerciali ritenute scorrette nel 2013 e nel 2014.

Lo dice il vice presidente Salvatore Bragantini in un’intervista a Il Gazzettino.

L’Antitrust ha sanzionato Pop Vicenza per aver costretto i consumatori a diventare azionisti della banca per ottenere un mutuo agevolato, finanziando in questo modo gli aumenti di capitale del 2013 e 2014. La decisione è stata resa nota lunedì scorso.

“Questa pratica di incoraggiare i sottoscrittori di mutui a diventare soci era tipica delle società bancarie mutualistico cooperative come eravamo noi fino a pochi mesi fa”, spiega Bragantini.

“Dal 7 luglio c’è un nuovo Cda che vuole riportare la banca sulla retta via, sia sul piano dei comportamenti ex ante che su quello della collaborazione ex post. Speravamo che questa sorta di ravvedimento operoso venisse preso in considerazione. Ci consulteremo con i nostri legali e presumibilmente” faremo ricorso, aggiunge.

Il nuovo Cda di Pop Vicenza è stato nominato da Quaestio sgr che ha preso, tramite il Fondo Atlante, il controllo della banca in occasione dell’ultimo aumento di capitale e della mancata quotazione in borsa.

Bragantini poi spiega che la banca valuterà se c’è la possibilità di riaprire un dialogo con Cattolica Assicurazioni <CASS.MI> dopo il divorzio nella bancassurance. “Non abbiamo archiviato la possibilità di collaborare con Cattolica. Certo non è facile farlo con loro dopo aver preso un calcio nei denti immotivato perché la trasformazione in SpA l’ha decisa una legge dello Stato”, dice.

E sulla quota del 15% detenuta nella compagnia assicurativa in cui vige ancora il voto capitario, Bragantini osserva che “non è una condizione piacevole”. “Se venisse trasformata in SpA saremmo contenti”, aggiunge.

Infine sulle voci di un nuovo aumento di capitale da 500 milioni per far fronte alle svalutazioni che deriveranno dalla vendita dei crediti a rischio, Bragantini si limita a dire: “per ora non parliamo, quando e se avremo notizie le daremo”.

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