Btp in rosso su incognita banche centrali, ipotesi offerta extralungo

MILANO (Reuters) – Mattinata negativa per i Btp, su cui pesa l’incognita delle prossime mosse di Banca del Giappone e Federal Reserve, mentre Sabine Lautenschlaeger, membro tedesco del comitato esecutivo della Banca centrale europea, si è detta contraria a nuove misure di stimolo da parte di Francoforte.

Dopo la sostanziale stabilizzazione di ieri, dunque, il mercato ha ripreso a scendere, proseguendo la fase di correzione innescato giovedì scorso dal nulla di fatto del meeting Bce, che ha rimandato la decisione sul prolungamento o sul rimodulamento del quantitative easing.

La seduta odierna si caratterizza inoltre per una complessiva tenuta del titoli dei Paesi core e una maggiore debolezza dei periferici.

Il tasso del decennale italiano viaggia in area 1,31% da 1,281% di ieri in chiusura, sui massimi dalla fine di giugno e in allontanamento dal minimo storico di 1,03% toccato a metà agosto.

Lo spread con l’analoga scadenza del Bund sale a 127 punti base da 125 punti base di ieri sera, sui massimi da inizio agosto.

Resta sotto pressione il comparto dei titoli a lungo termine, ancora colpito da indiscrezioni secondo cui le autorità monetarie giapponesi avrebbero in cantiere misure per irripidire la curva dei tassi, schiacciando i rendimenti a breve ancora più sotto zero, senza modificare il programma di acquisto asset, che sembra aver raggiunto il proprio limite.

Sale al 2,37% da 2,34% di ieri sera il rendimento del Btp trentennale, che a metà agosto galleggiava in area 2%. Ma la spinta verso l’alto dei rendimenti interessa anche il comparto core. Stamane Berlino ha collocato 805 milioni in Bund 2044, a 0,62% da 0,45% dell’asta di luglio. Ieri a muoversi sul tratto trentennale della curva è stata Roma, nell’ambito dei collocamenti di metà mese in cui ha raccolto complessivamente 8 miliardi.

Secondo un operatore, inoltre, le dichiarazioni di ieri della responsabile della gestione del debito pubblico Maria Cannata, che ha sottolineato come nelle valutazioni del Tesoro gli investitori continueranno a prediligere i titoli a lungo termine, sono state interpretare da una parte del mercato come un’apertura al lancio di un Btp 50 anni, di cui si parla ormai da prima dell’estate.

“Le speculazioni sul 50 anni arrivano in una fase di correzione del mercato, e sicuramente contribuiscono ad aumentare la pressione sull’extralungo, in una settimana dove l’offerta è stata significativa”, dice il trader.

Secondo gli addetti ai lavori, per approfittare di tassi che, nonostante la recente risalita, restano molto bassi in termini assoluti, il Tesoro potrebbe decidere di muoversi la prossima settimana.

Tornando alle banche centrali, oltre al verdetto di politica monetaria di Banca del Giappone, il 21 settembre si conoscerà quello Fed. Le chance che l’istituto centrale Usa possa optare per un’accelerazione, alzando i tassi già la prossima settimana, sono limitate ma sufficienti ad alimentare il nervosismo degli operatori.

Da registrare l’ampliamento di 2 centesimi a 25 punti base dello spread tra tra Btp e Bono decennali, a riflesso della percezione di maggiore rischiosità dell’Italia rispetto alla Spagna. Sebbene vada incontro alla terza tornata elettorale in meno di un anno, Madrid può contare su un debito più basso di quello italiano e una crescita molto più brillante.

L’autunno ormai prossimo si presenta non particolarmente facile per Roma. Il governo deve affrontare la delicata trattativa con i partner europei per ottenere qualche margine sul deficit in un contesto di crescita deludente, superando lo scoglio del referendum costituzionale che, se bocciato, aprirebbe verosimilmente una fase di incertezza politica mentre l’economia continua a stentare.

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