Borse Asia-Pacifico in netto calo su attese rialzo tassi in Usa

12 settembre (Reuters) – L’azionario asiativo mette a segno il calo peggiore dal giorno della Brexit sulla scia delle attese che Federal Reserve possa aumentare il costo del denaro già la prossima settimana.

A innescare il movimento del mercato sono i commenti di alcuni banchieri centrali Usa. Secondo Eric Rosengren, presidente della Fed di Boston, si andrebbe incontro a rischi crescenti si aspettasse troppo ad aumentare i tassi.

Inoltre, le indiscrezioni secondo le quali Banca del Giappone sarebbe favorevole a un irripidimento della curva dei rendimenti, insieme alla preoccupazione che le autorità monetarie stiano esaurendo i margini per nuove misure di stimolo economico, pesano sul comparto dei governativi e sulla propensione al rischio.

L’indice MSCI perde il 2,6%, allontanandosi dal picco di 13 mesi e mettendo a segno il maggior calo giornaliero dal 23 giugno, quando il Regno Unito ha votato l’uscita dall’Unione europea. L’indice Nikkei ha perso l’1,7%.

HONG KONG è il listino peggiore (-2,8%) mentre SHANGAI cede 2,2 punti percentuali. La prospettiva di un aumento dei tassi in Usa mette sotto pressione la valuta cinese.

SEUL chiude la seduta toccando il livello più basso dal 5 agosto (-2,2%). In questo caso incidono anche i timori che la Corea del Nord sia pronta a fare un altro test nucleare. Samsung Electronics lascia sul campo quasi il 7% per via dei problemi al nuovo Galaxy Note 7, in procinto di essere ritirato dal mercato dopo le ripetute segnalazioni sul rischio incendio ed esplosione.

SYDNEY perde il 2,3% con i titoli legati alle materie prime che guidano i ribassi. BHP Billiton e Rio Tinto perdono oltre il 2%. Fortescue Metals cede il 5%.

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