Voucher, scatta l’obbligo di sms. Ma nessuno sa dove mandarlo

L’iniziativa si è trasformata in un boomerang con un numero, di fatto, fantasma

Dall’8 ottobre 2016, gli imprenditori (esclusi quelli agricoli) e i professionisti che pagano i lavoratori con i voucher hanno un nuovo obbligo: inviare, almeno 60 minuti prima dell’inizio di ciascuna prestazione, un sms o un messaggio di posta elettronica alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, indicando i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.

La violazione di tale disposizione prevede una sanzione da 400 a 2.400 euro, moltiplicata per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.

La novità è stata introdotta per evitare comportamenti truffaldini, come l’uso dei voucher per giustificare a posteriori la presenza di un lavoratore privo di regolare contratto o dichiarare la sua presenza in cantiere solo quando si infortuna.

A pochi giorni dalla partenza dell’obbligo, si scopre che non sono chiari gli indirizzi specifici né i numeri di telefono cui mandare la segnalazione. Dalle 80 direzioni provinciali del lavoro, le filiali locali del Ministero, ripetono tutti la stessa cosa: “Siamo subissati di telefonate ma non sappiamo cosa rispondere. A quale numero non c’è stato comunicato. Né tantomeno l’indirizzo di posta elettronica a cui spedire la mail”.

In attesa di chiarimenti in proposito, possono essere utilizzati il numero 3399942256 per gli sms e l’indirizzo di posta elettronica intermittenti@pec.lavoro.gov.it per quanto riguarda le e-mail.

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