Voucher, novità Jobs Act: tracciabilità e multe fino a 2400 euro

Voucher lavoro modificati dal nuovo Job Act. Sarà potenziato il meccanismo di tracciabilità della prestazione con sanzioni fino a 2.400 euro per i trasgressori

I voucher lavoro sono stati introdotti nel 2013 con lo scopo di ridurre l’evasione fiscale nel caso di impieghi saltuari ed accessori. Inoltre i voucher permetterono al datore di lavoro di disporre di uno strumento legale di flessibilità con cui affrontare picchi di lavoro e brevi stagionalità. Il nuovo Job Act emanato dal Governo contiene norme di riforma della disciplina dei voucher lavoro che ne favoriscono la traccianbilità e riducono la possibilità che siano invece uno strumento per nascondere irregolarità nel rapporto di lavoro.

La tracciabilità dei voucher sarà favorita dal nuovo obbligo di comunicare almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa il luogo in cui questa verrà svolta e la sua durata. La comunicazione dovrà avvenire tramite sms o con un messaggio di posta elettronica. Così facendo ogni (eventuale) controllo riuscirà a discriminare immediatamente se la disciplina è stata rispettata o meno. Per i trasgressori la sanzione amministrativa sarà piuttosto salata. Le multe infatti possono essere disposte da un minimo di 400 ad un massimo di 2.400 euro.

La disciplina precedente permetteva ai datori di lavoro di comunicare l’avvenuata prestazione di lavoro fino a 30 giorni dopo la sua esecuzione. In questo modo, però, si sospetta che molti datori abbiamo comunicato valori inferiori rispetto all’effettiva attività svolta dai lavoratori. Esiste la possibilità che con i voucher si siano mascherati casi di evasione fiscale o addirittura di sfruttamento del lavoratore e caporalato. I sindacati hanno fatto sentire la loro voce a riguardo e sono riusciti ad ottenere da parte del Governo la modifica della disciplina dei voucher lavoro.

Per quanto riguardano invece i limiti quantitativi all’utilizzo dei voucher lavoro rimangono in vigore le precedenti disposizioni. Il massimo per la prestazione complessiva è di 7.000 euro, con il limite di 2.000 euro per ogni singolo committente. In agricoltura invece si applica il solo limite complessivo di 7mila euro per lavoratore poiché i voucher lavoro possono essere utilizzati soltanto per attività stagionale effettuata da pensionati e under 25. I sindacati hanno chiesto al Governo di eliminare i voucher, però è difficile che ciò accada considerando il successo che anno avuto, con una crescita che in due anni è stata superiore al 50% annuo, raggiungendo i 31 milioni di euro pagati nel primo trimestre 2016.

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