Voucher lavoro INPS, un buono per tutti i lavori occasionali. Come funzionano

E' boom di buoni lavoro. Come funziona il sistema di retribuzione con voucher (buoni lavoro INPS)

Fisco 7Impennata di voucher nel 2015. Secondo i dati dell’INPS, lo scorso anno sono stati venduti 114.921.574 voucher del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto allo stesso periodo del 2014 (69.172.879), pari al 66%.

Ma vediamo come funzionano i voucher lavoro e quali caratteristiche hanno

I voucher lavoro sono un sistema di pagamento che può essere utilizzato per tutte le forme di lavoro non regolamentate da un contratto, poiché svolte in modo occasionale e discontinuo.
Il voucher ha un valore nominale di 10 euro e un valore netto pari a 7,50 euro.
Il valore nominale comprende:

·         la contribuzione in favore della gestione separata dell’INPS (pari al 13%);
·         l’assicurazione anti infortuni all’INAIL (pari al 7%);
·         un compenso all’INPS per la gestione del servizio (pari al 5%).

Il voucher da 10 euro corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo che per il settore agricolo, per il quale si considera il contratto di riferimento.

Sono disponibili anche sottoforma di buono multiplo del valore di 50 euro (equivalente a cinque buoni non separabili) e di buono da 20 euro (equivalente a due buoni non separabili).

Ogni compenso erogato tramite voucher ha uno specifico limite economico:

·         il reddito di ogni singolo lavoratore non deve superare i 5.050 euro netti (6.740 euro lordi) per ogni anno solare; tale importo è considerato come totale percepito tra tutti i committenti del lavoratore;
·         il limite è di 2.020 euro netti (2.690 euro lordi) per ciascun committente nel caso di prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti;
·         il limite è di 3.000 euro netti (4.000 euro lordi) con riferimento alla totalità dei committenti nel caso in cui i prestatori percepiscano misure di sostegno al reddito (disoccupati, in mobilità).

Possono essere utilizzati da:
– famiglie;
– enti senza fini di lucro;
– soggetti non imprenditori;
– imprese familiari;
– imprenditori agricoli;
– imprenditori operanti in tutti i settori;
– committenti pubblici.

I soggetti che possono svolgere attività di lavoro accessorio sono:
pensionati
studenti nei periodi di vacanza
Gli studenti possono effettuare prestazioni di lavoro accessorio anche il sabato e la domenica in tutti i periodi dell’anno; chi è iscritto agli studi universitari può svolgere lavoro accessorio in qualunque periodo dell’anno.
percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito
lavoratori in part-time
altre categorie di prestatori, quali, ad esempio, i disoccupati
– gli extracomunitari, se in possesso di un permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa, compreso quello per studio, o di un permesso di soggiorno per “attesa occupazione”.

I voucher cartacei possono essere riscossi presso tutti gli uffici postali entro due anni dal giorno dell’emissione, indicando tutte le informazioni richieste ecompilando i campi relativi al codice fiscale del committente, il codice fiscale del prestatore, la data di inizio e di fine prestazione.
I voucher telematici possono essere riscossi tramite l’INPS Card o tramite bonifico domiciliato, riscuotibile presso gli uffici postali.
I voucher acquistati presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati possono essere riscossi presso i medesimi rivenditori dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro accessorio ed entro un anno dal giorno dell’emissione.
I voucher acquistati presso gli Uffici Postali sono riscuotibili dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro ed entro due anni dal giorno dell’emissione, presso tutti gli Uffici Postali del territorio nazionale.

Rita Martin – Centro Studi CGN

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