Jobs Act: come cambia il voucher. Multe fino a 2400 euro

Voucher lavoro, comunicazione tramite SMS all'Ispettorato del Lavoro. Arrivano le nuove regole per contrastare l'evasione fiscale e tutelare i lavoratori

I voucher lavoro saranno a breve disciplinati da una nuova normativa. La modifica al Job Act prevede regole più restrittive, in particolare per ciò che riguarda la tracciabilità dei lavoratori e delle aziende che utilizzano i buoni lavoro. Se per adesso è sufficiente comunicare l’inizio della prestazione di lavoro in un arco di tempo di 30 giorni, la proposta di modifica richiede maggiore trasparenza. Al fine di contrastare un uso improprio dei buoni lavoro INPS, le nuove regole prevedono che venga inviato un SMS od un’email di posta certificata all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione lavorativa. Nella comunicazione andranno inseriti i dati anagrafici del lavoratore, il luogo in cui verrà svolta la mansione e la durata della prestazione stessa. In caso di inadempienza, sono previste multe da 400 a 2400 euro per ciascun lavoratore non in regola. La soglia massima di voucher lavoro, che ognuno può ricevere come pagamento, è pari a 7000 euro all’anno. Tale importo però, non può essere corrisposto da un singolo datore di lavoro, poiché il limite massimo stabilito è di 2000 euro per committente. Per raggiungere il più alto compenso annuale, pertanto, sarebbe necessario prestare servizio verso 4 diversi committenti.

L’unico ambito escluso dal limite di 2000 euro, è l’agricoltura. In questo caso, è valida solamente la quota annuale di 7000 euro, trattandosi di rapporti di lavoro stagionali per natura intrinseca del settore. Anche chi percepisce misure di sostegno del reddito, come la cassa integrazione o gli assegni di disoccupazione, può effettuare prestazioni accessorie pagate con i buoni lavoro. In questo caso, però, il limite è di 3000 euro annui. E’ rimasto invariato, invece, l’importo di ciascun voucher lavoro. Un’ altra importante novità nel settore, è già stata introdotta con la circolare INPS 68/016. Essa prevede che dal 2 maggio 2016, i professionisti e le imprese che intendono pagare i corrispettivi con i voucher, dovranno versare i contributi INPS tramite l’apposito modello F24 Elide. La causale di versamento deve essere quella di lavoro occasionale accessorio, abbreviata con la sigla LACC. Per i privati cittadini, che usano i buoni lavoro per retribuire piccole attività domestiche, i contributi rimarranno compresi nel prezzo di acquisto del buono. Il costo, infatti, è pari a 10 euro, mentre il lavoratore ne riceverà 7,50 euro. La differenza andrà a coprire l’importo relativo a contributi INPS e INAIL.

Il principale vantaggio del lavoro accessorio, a differenza della prestazione di lavoro occasionale, è la possibilità di beneficiare delle tutele legate al versamento dei contributi. La nuova disciplina, al momento ancora in bozza, si propone di garantire un uso corretto di questo strumento. Solamente nel primo trimestre del 2016, l’acquisto di voucher è aumentato del 45,6 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un totale di 31,5 milioni di voucher da 10 euro acquistati. Si è resa quindi necessaria un’attenta verifica, da parte del Governo, per controllare che la formula del lavoro accessorio non venga utilizzata per nascondere rapporti di lavoro continuativi. Ad oggi, la quantità di voucher lavorativi acquistati e non attivati, risulta essere pari al 5 % del totale. Questo segnale è indicativo del fatto che, l’utilizzo improprio dei buoni, è in netto calo. L’obbligo di tracciabilità, comunque, renderebbe davvero molto difficile modificare il luogo e la durata della prestazione di lavoro rispetto a quanto comunicato. L’Ispettorato del Lavoro, infatti, ha il potere di eseguire ispezioni in qualunque momento, per verificare che non sussistano illeciti in ambito lavorativo.

Le informazioni inviate a questo ufficio sono, inoltre, messe a disposizione degli altri organi di vigilanza, quali la Guardia di Finanza ed l’ASL. La modifica del Job Act, pertanto, è in grado di garantire il rispetto delle regole in tutti gli ambiti che definiscono i contratti di lavoro accessorio. Contrariamente a quanto inizialmente previsto sembra che l’ultima bozza al vaglio del Governo, preveda l’obbligo di tracciabilità solamente per i titolari di partita IVA. Pertanto, i privati cittadini che utilizzano i voucher lavoro per pagare la baby sitter, non saranno obbligati ad utilizzare il metodo di comunicazione tramite SMS. Sulla base di quanto divulgato, infatti, essi potranno continuare ad acquistare i voucher in pacchetti da 10, 20 o 50 euro, presso le tabaccherie autorizzate, gli uffici postali e le banche che aderiscono al circuito. Al momento la modifca del Job Act è ancora in fase di valutazione da parte del Governo e la data di approvazione è sconosciuta. Pertanto, per conoscere ogni dettaglio della nuova normativa e la data in cui entrerà in vigore, sarà necessario attendere. Poiché il nuovo decreto sembra essere quasi completo, è ragionevole pensare che sarà attualizzato entro la fine dell’estate.

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