Visite fiscali, si cambia: vita dura per i furbetti, arriva il “cervellone” che li stana

Verranno ripetute anche due volte nello stesso giorno

(Teleborsa) Mandate in soffitta le ASL, a sorvegliare  sulle assenze per malattia nel pubblico impiego, come nel privato d’ora in poi sarà l’Inps, con la creazione di un polo unico della medicina fiscale, lo stesso appunto sia per i dipendenti del privato che del pubblico.
L’obiettivo è chiaro e punta dritto al rafforzamento dell’efficacia degli accertamenti grazie al ‘cervellone’ informatico dell’Istituto della previdenza, che permette di fare verifiche mirate. Per questo, sarà assicurata continuità professionale ai 1.300 medici inseriti nelle liste speciali per le visite fiscali, con un rafforzamento del regime di convenzione per i ‘camici bianchi’ deputati agli accertamenti, in modo da garantire maggiore specializzazione e l’attività in via esclusiva.
Numeri alla mano,  la media di malattia di un dipendente privato è di 5 giorni. Quella del lavoratore statale è di 11 giorni. Praticamente, il doppio. 
Il fenomeno delle assenze per malattia tra gli statali è più accentuato nelle Isole e nel Sud, rispettivamente con 13,05 e 12,31 giorni. Nel settore privato le assenze sono maggiori nel Mezzogiorno, con una media di 5,75 giorni. Spiccano anche le differenze sui lavoratori non trovati in casa nel momento della visita fiscale: nel 2016 erano il 3,1% per il settore privato, il 9,7% per quello pubblico. Insomma, furbetto del cartellino avvisato, mezzo salvato. Chi vuole intendere, intenda.

Una vera e propria rivoluzione che fa parte della Riforma Madia con l’obiettivo di “stanare” i furbetti del cartellino. Le visite, infatti, potranno essere  ripetute anche due volte nello stesso giorno di fronte a casi sospetti: in particolare se un lavoratore dovesse ammalarsi frequentemente di venerdì o di lunedì, la verifica sarà automatica, con controlli mirati. “E la scelta di dove mandare i medici a fare le visite fiscali non sarà casuale”, fa sapere Tito Boeri, presidente dell’Istituto.
Il dato più importante è probabilmente quello che riguarda il numero delle visite a domicilio, che secondo gli obiettivi del presidente dell’Inps Tito Boeri dovrà arrivare a coprire il 5% di tutti i certificati presentati, e quindi ad almeno 300mila controlli l’anno.

GLI ORARI Per i dipendenti del settore pubblico le cosiddette fasce di reperibilità vanno dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 con il lavoratore che deve essere reperibile 7 giorni su 7. Anche per i dipendenti del settore privato le visite si effettuano 7 giorni su 7 dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00
C’E’ NESSUNO IN CASA? Cosa succede al lavoratore che non si è fatto trovare in casa? Ha 15 giorni per giustificare la sua assenza all’INPS supportata da documentazione adeguata, come un certificato di visita o di esame medico.
Se non riesce a produrre una giustificazione o quest’ultima non sia ritenuta adeguata il lavoratore può andare incontro a una decurtazione della retribuzione fino al 100% per i primi 10 giorni per poi scendere al 50% per le giornate successive.
Di recente, infatti, la Cassazione ha stabilito con una sentenza che il licenziamento di un lavoratore che faccia uso della malattia per scopi personali è valida.

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