Pensioni: gli emendamenti in arrivo alla legge di Stabilità


Mentre la legge di Stabilità 2016 ha rinviato all’anno prossimo ogni ipotesi di riforma strutturale del sistema pensionistico, e mentre le proposte dell’Inps di Tito Boeri su tagli a pensioni d’oro e vitalizi per finanzire un reddito minimontinuano a tenere banco nel dibattito politico, la Commissione Lavoro del Senato rende note le proprie proposte di modifica alla legge, con particolare riferimento all’Opzione donna e al part-time a 63 anni. Nel proprio report sulle misure contenute nella Stabilità, la Commissione Lavoro di Palazzo Madama ha evidenziato i capitoli sui quali sarebbe opportuno intervenire con apposite modifiche, ovvero emendamenti alla manovra, nel corso dell’esame del provvedimento nei prossimi giorni con appositi emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 presso la Commissione Bilancio.

PENSIONI – Per quanto concerne la flessibilità in uscita viene suggerita l’approvazione di una disciplina “Complessiva di integrazione e completamento della Riforma previdenziale in modo che il metodo contributivo si accompagni con la ricongiunzione o il cumulo non oneroso di tutti i contributi accantonati nelle diverse gestioni, i versamenti volontari dei lavoratori e dei datori di lavoro siano incentivati, il nostro sistema disponga di norme transitorie e flessibili come tutti gli altri ordinamenti europei”.

OPZIONE DONNA – L’Opzione donna, si legge nel rapporto, è “Una previsione rivelatasi utile e autosostenibile in quanto la copertura finanziaria è sostanzialmente garantita dal calcolo contributivo ma si segnala che mentre per le lavoratrici dipendenti occorre aver maturato almeno 57 anni di età e 35 anni di contributi, per le lavoratrici autonome sono necessari almeno 58 anni di età e 35 anni di contributi, qualora maturino i requisiti entro il 31 dicembre 2015, come non si tiene conto della maturazione delle cosiddette “finestre”, per cui si propone la parità di trattamento fra tutte le lavoratrici. Non risulta, infine, opportuno inserire in una disciplina sperimentale, quale condizione per continuare a fruire della sperimentazione dell’opzione prevista dalla legge n. 243 del 2004, il riferimento relativo all’adeguamento agli incrementi dell’aspettativa di vita in quanto suscettibile di escludere dal godimento del beneficio lavoratrici che perfezionano il requisito dell’età pensionabile nel quarto trimestre del 2015, con conseguente spostamento della pensione per quest’ultime di circa dieci anni”.

PART TIME – L’attuale testo della Legge di Stabilità prevede la possibilità di passare al part-time per i lavoratori a tempo indeterminato del settore privato a cui manchino non più di tre anni dalla pensione di vecchiaia. Su questo punto la Commissione suggerisce di unire questa misura con i prepensionamenti della legge Fornero del 2012 e la nuova staffetta introdotta con il Jobs Act, dando vita ad un intervento unico che concentri tutte le risorse economiche. L’obiettivo è “Di renderla il più possibile conveniente per le imprese, prevedendo anche l’interruzione completa e anticipata del rapporto di lavoro e per i lavoratori disponendo, entro certi limiti, dello stesso trattamento pensionistico cui avrebbero diritto nell’età di vecchiaia”.

INDICIZZAZIONI – La Commissione rileva infine che la ulteriore proroga dell’attuale meccanismo di perequazione introduce “Ulteriore iniquità nei confronti di molte prestazioni previdenziali che, secondo l’antico criterio sociale del rapporto con il reddito degli ultimi anni di vita lavorativa, già evidenziano per i loro titolari un peggioramento relativamente più sensibile per cui si dovrebbe quanto prima abbandonare questa insistita linea di penalizzazione delle pensioni medie e medio-basse senza indulgere a progetti di ricalcolo che mettono in discussione le basi più elementari del patto dei cittadini con lo Stato, mai modificabile quando non è dato loro più tempo per un recupero operoso del reddito”.

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