Scuola, ritardi sulle nomine dei docenti? Per il Ministro Giannini è tutto regolare

(Teleborsa) – Botta e risposta tra il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e il sindacato della scuola Anief sulle nomine dei docenti.

Mentre il Ministro spiega che non vi è alcun ritardo sulle chiamate degli insegnanti dicendo: “non siamo a Natale” l’Anief ribatte: “l’anno non è regolare se non si fanno almeno 200 giorni di lezione”. 

Marcello Pacifico Presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal dopo le affermazioni della Giannini si domanda: “Come si fa a dire che non c’è alcun ritardo per l’assegnazione cattedre perché non siamo a Natale e, pertanto, tutto è sotto controllo? Ma al Ministero dell’Istruzione lo sanno che, oggi 17 ottobre, con le lezioni iniziate da più di un mese, mancano ancora decine e decine di migliaia di precari e restano pure da completare le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie?”.

Il titolare del dicastero dell’Istruzione da parte sua ribatte: “l’inizio delle lezioni ha un periodo di completamento che va, ogni anno, fino alla fine di questo mese. Si tratterebbe, dunque, di un ritardo qualora fossimo ancora a Natale in tale situazione e non sarà così. Con la Legge 107/2015 gli insegnanti di sostegno sono aumentati del 13% a conferma dell’attenzione riservata anche ai bisogni educativi speciali”.

Ma Marcello Pacifico replica “iniziare le lezioni regolari a novembre, se va bene, non corrisponde a quanto previsto dalla Legge. Per non parlare del diritto allo studio degli alunni disabili, a cui le sentenze dei giudici rendono giustizia solo in corso d’anno, senza alcuna possibilità di restituire i giorni persi per via della burocrazia. Ad avere responsabilità su questi ritardi inaccettabili è, però, anche il Parlamento che ha approvato una norma con cui si è posticipato il termine massimo previsto dal legislatore per le immissioni in ruolo del 31 luglio. A completare l’opera ci si è messo, poi, sempre il MIUR con una procedura concorsuale assurda con oltre la metà dei bocciati, una formazione delle commissioni complessa e le operazioni che, ad oggi, sono state concluse solo nel 60% dei casi. Il Concorso a cattedra è andato a valutare il personale docente, già selezionato e abilitato all’insegnamento e ha persino costretto a rispondere, in soli 18 minuti, a unità di apprendimento specifiche che necessitavano di ben più tempo a disposizione: andando, così, a vanificare le valutazioni già espresse dalle commissioni universitarie sugli stessi candidati”.

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