Scuola, record di contratti di secondo livello ma i dipendenti pubblici sono sempre più poveri

(Teleborsa) – Con il contratto collettivo nazionale che rimane bloccato da otto anni consecutivi, l’Aran apre il 2017 tentando di rassicurare i lavoratori statali segnalando loro la frequente assegnazione del salario accessorio, ovvero della parte retributiva legata a premi, indennità e progressioni economiche.

“Nonostante i contratti integrativi siano sottoposti a precisi vincoli, nei primi sei mesi del 2016 sono stati firmati oltre 7 mila contratti” che corrispondono ad “un’amministrazione su tre”, scrive l’agenzia che rappresenta la parte pubblica.

“Viene da chiedersi come mai l’ente che rappresenta l’amministrazione a capo del pubblico impiego, si soffermi su vicende contrattuali importanti, ma decisamente meno di quelle vitali per i lavoratori, quali sono i rinnovi del contratto di primo livello fermo dal 2009 e con l’inflazione che ha superato gli stipendi di quasi il 20 per cento”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal.

Se poi si vuole parlare di contrattazione di secondo livello, continua il sindacalista, “sarebbe opportuno comprendere cosa ha escluso o integrato la Legge 107/2015 con il famoso merito, visto che sinora l’assegnazione dei 23 mila euro ad istituto si è tradotta in una spartizione spesso rivolta ad un ristretto numero di docenti senza che la dirigenza abbia fatto nulla per rendere la procedura trasparente. Anche il bonus annuale da 500 euro è stato assegnato non a tutti, dimenticando tra gli altri educatori e Ata”.

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