Scuola infanzia, più assunzioni e tempo pieno ma si poteva fare di più

(Teleborsa) – Più tempo pieno e moltissime assunzioni nella scuola dell’infanzia. Lo annuncia il Governo, soddisfacendo in parte i sindacati della scuola, che rilanciano: “perché non anticipare la primaria a 5 anni?”

Secondo il sindacato Anief, se si somma l’annuncio di Giannini alle garanzie già fornite dal PD sul mantenimento dello status professionale dei maestri, senza alcun declassamento, a seguito della riforma in atto, c’è da ritenersi soddisfatti. Tuttavia, il nuovo sistema formativo destinato agli alunni più piccoli verrà finanziato con un meccanismo che prevede la copertura del 50% a carico dello Stato e dell’altro 50% da dividere tra Regioni, Comuni e famiglie (sulla base dell’Isee).

Cosa accadrà se gli enti locali non copriranno la loro parte? Il giovane sindacato chiede, poi, l’introduzione a regime delle sezioni primavera, garantendo in tal modo una risposta alla domanda delle famiglie per i servizi della prima infanzia e eliminando le liste d’attesa nei nidi.

“E’ soprattutto con l’introduzione di classi ponte affidate a docenti dell’infanzia e primaria, in compresenza, anticipando l’obbligo scolastico a 5 anni, che si sarebbe potuto ottimizzare il delicato passaggio tra la scuola materna e l’ex elementare”, commenta il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico. “Tutto questo comporterebbe l’incremento di almeno 25 mila nuovi maestri: non solo dei docenti dell’infanzia delle Graduatorie ad Esaurimento, incredibilmente dimenticati dalla Legge 107/15, ma anche dei precari abilitati non inseriti nelle GaE, a patto che abbiano svolto almeno 36 mesi di servizio, nonché di tutti i vincitori dei passati concorsi e di quello del 2016. In un colpo solo, si sarebbe garantito un servizio migliore e eliminato un bel pezzo di supplentite”.

Scuola infanzia, più assunzioni e tempo pieno ma si poteva fare di più
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