Scuola, i sindacati bocciano le condizioni contrattuali proposte dal Governo

(Teleborsa) – I sindacati alzano la testa e dicono “no” alle condizioni capestro del Governo per la modifica del Testo Unico sul pubblico impiego.

Lo fa sapere l’Anief secondo cui “non bastano le buone intenzioni, ma il ritorno alla vera contrattazione e un monte minimo di risorse che sinora non è stato stanziato”.

Il paventato riequilibrio del rapporto tra legge e contratto, contenuto nell’accordo del 30 novembre scorso sul rinnovo dei contratti pubblici, “rimane lettera morta”, aggiunge il giovane sindacato della scuola, ricordando che già prima di Pasqua aveva ribadito che il prossimo rinnovo contrattuale non cambierà di molto la situazione stipendiale di stallo dei dipendenti pubblici.

Secondo Marcello Pacifico, segretario nazionale Anief, “se calcoliamo un reddito medio di 1.500 euro, dal settembre del 2015 lo Stato avrebbe dovuto versare a ogni dipendente pubblico 105 euro di aumento medio, ovvero il 7% del proprio stipendio”. 

Pensare di firmare un rinnovo a condizioni decisamente inferiori sarebbe assurdo: “significherebbe farlo sulla pelle dei lavoratori, quelli che noi dobbiamo tutelare. Per questi motivi abbiamo deciso di andare in tribunale”, ha concluso il sindacalista.

Scuola, i sindacati bocciano le condizioni contrattuali proposte dal Governo
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