Scuola: assunzioni 51mila docenti, delude la suddivisione dei posti

(Teleborsa) – Dopo la delusione per le poche immissioni in ruolo, arriva anche l’amarezza per come sono stati suddivisi tra i vari livelli scolastici e aree geografiche. Oggi è stata resa pubblica la ripartizione tra i vari livelli scolastici, classi di concorso e aree geografiche per le immissioni in ruolo con decorrenza 1° settembre 2018: non è stato dato seguito agli impegni assunti dall’amministrazione scolastica centrale per tutelare determinati insegnamenti, da anni penalizzati, ma anche determinate province, di territori a rischio, dove occorreva incrementare il numero di posti e di docenti di ruolo per contrastare gli abbandoni ed elevare la qualità dell’offerta formativa. La denuncia arriva dal sindacato della scuola Anief che preannuncia 13mila ricorsi al TAR.

Il sindacato sottolinea che disattendere quanto accordato risulta grave, perché si aggiunge alla miseria dei 15mila posti spostati dall’organico di fatto a quello di diritto.

“La coperta utilizzata per coprire i posti era già piccola ma è stata anche messa male. Perché c’erano dei precisi impegni da parte del Miur che sono stati anche stavolta disattesi. Pensiamo al sostegno che dovrà accontentarsi di poco più di 13mila posti: in questo modo, un docente di sostegno su quattro continuerà ad essere precario”, sottolinea Marcello Pacifico presidente Anief.

“Rimane tanta amarezza perché le aliquote adottate per le assunzioni non hanno tenuto conto delle difficoltà in cui versano il Sud, le Isole e le aree disagiate o ad alto rischio dispersione e con difficoltà di assorbimento dell’offerta formativa. Come penalizzati risultano i maestri della scuola dell’infanzia: se ne assumono appena 2.733. Eppure, sono stati esclusi prima dal piano straordinario della Legge sulla Buona Scuola e poi dal potenziamento. Tanto che ve ne sono oltre 20mila unità nelle GaE.  A rendere ancora più difficile la situazione – sottolinea Pacifico – è anche l’ostinazione nel blindare le stesse GaE, spostando l’aggiornamento al 2019, e di alzare i muri contro i docenti abilitati della seconda fascia d’istituto, anche laddove le GaE risultano esaurite. Si è agito in modo pessimo: è stato come avere a disposizione una medicina per curare un malato, ma non averla potuta usare per una questione di principio. Tuttavia, siccome quando si parla di principi noi siamo ancora più determinati, la questione per 13mila ricorrenti ora passa nelle mani del TAR”

Ad aver presentato ricorso al Tar, tramite l’Anief, sono diverse tipologie di docenti precari: 3mila per chiedere l’inserimento dalla seconda fascia d’istituto; altri 10mila per mancato aggiornamento. All’interno di questi ricorrenti, è alta la presenza, circa 5mila unità, di chi ha conseguito il diploma magistrale e ancora si ritrova fuori; poi ci sono altrettanti Insegnanti Tecnico Pratici, il cui diploma è stato improvvisamente non considerato abilitante non dando però loro nemmeno la possibilità

 

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