Riforma del diritto fallimentare 2016: semplificare, snellire e velocizzare

Nuova riforma del diritto fallimentare prevista ad inizio 2016, con lo scopo di semplificare, snellire e velocizzare dei tempi di una giustizia mai abbastanza veloce

Il 2016 è iniziato con una profonda riforma del diritto fallimentare, con un previsto riordino delle varie esistenti procedure concorsuali. Alcune delle più interessanti novità previste nel ddl delega presentato dal Consiglio dei Ministri riguardano l’istituzione di una serie di meccanismi di allarme che permettano di individuare in tempo le crisi di impresa, nonché l’introduzione della precedentemente inesistente figura del giudice specializzato, che si occuperà prettamente di crisi aziendali. Tali giudici si occuperanno però solo dei giudizi e procedure concorsuali di maggiore importanza ed entità. Le normali procedure di sovraindebitamento rimarranno invece competenza dei tribunali ordinari. Inoltre è stata aggiunta la possibilità di usufruire di una procedura extragiudiziale di allerta, nonché di composizione anticipata delle aziende in difficoltà finanziarie. Il tutto va inevitabilmente in direzione di una semplificazione dei rapporti tra debitori e creditori, con sindaci e loro delegati incaricati di avvisare gli amministratoridell’eventuale esistenza di uno stato di crisi di un’azienda presente sul territorio comunale.

La nuova procedura di liquidazione giudiziaria (che sostituirà l’attuale procedura di fallimento) prevede alcune importanti innovazioni nelle procedure. Prima di tutto, a proposito della liquidazione dell’attivo, viene prevista una modalità di vendita dei beni integralmente telematica, con la creazione di un mercato nazionale telematico dei beni in vendita (ampliando di conseguenza la potenziale platea degli acquirenti per ogni singolo bene). Un fondo invece verrà creato per i beni invenduti, in previsione di una loro futura valorizzazione.
Parlando di esdebitazione invece viene istituita una procedura di esdebitazione per diritto, vale a dire senza il necessario intervento di una sentenza del giudice. Ma questo sarà valido solo per le insolvenze di piccola entità. Per quelle maggiori invece l’interessato dovrà ancora presentare domanda, sulla quale il giudice dovrà pronunciarsi. Questa procedura non è ovviamente permessa in presenza di mala fede o dolo del debitore.

A questo si aggiunge anche una nuova disciplina riguardante i gruppi di impresa: una procedura del tutto nuova è stata messa a punto, unica per tutti i gruppi e con un solo tribunale competente in materia. Prevista inoltre l’istituzione degli obblighi dichiarativi per essi, nonché il deposito presso lo stesso tribunale di un bilancio consolidato specifico, da approvare.
Risoluzioni ed emendamenti anche sulla normativa riguardante il concordato preventivo: sarà ora disponibile solo per le ipotesi di concordato in continuità, dove sia prevista la possibilità del superamento della crisi attraverso la normale attività aziendale e l’intervento di terzi per sopperire alle richieste dei creditori.

Immagini: Depositphotos

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