Le prime conseguenze della Brexit: manca forza lavoro

Dopo la Brexit, il Regno Unito accusa le prime conseguenze: manca la forza lavoro, gli immigrati intraeuropei sono in calo

Sono arrivate un po’ tardi, ma eccole, le prime conseguenze della Brexit: manca forza lavoro in Regno Unito e una delle cause sembrerebbe il forte calo negli arrivi degli immigrati intraeorpei. In più, sono tantissimi quelli che sono partiti o che stanno per rimpatriare nel 2017.

Dopo il Referendum per decidere la permanenza o meno dell’UK all’interno dell’Unione Europea, avvenuto il 23 giugno dell’anno scorso, gli isolani d’oltre Manica hanno fatto una scelta piuttosto precisa, anche se del tutto inaspettata rispetto ai sondaggi e alle proiezioni. D’altra parte di questi tempi, dopo il risultato delle elezioni americane con il trionfo di Trump e la vittoria del No al Referendum Costituzionale in Italia che vedeva in netto vantaggio il Sì, cosa c’è da stupirsi?

La Brexit, di fatto, è stata votata e il giorno dopo, quando tutti ci siamo svegliati con una sorpresa elettorale, gradita o meno che fosse, in realtà non è successo tutto quello che ci aspettavamo, a parte il crollo da record della sterlina sull’euro. I mercati hanno tenuto e continuano a resistere anche dopo gli ulteriori imprevisti della situazione politica, ma di vere conseguenze dell’uscita di scena della Gran Bretagna e Irlanda del Nord dai palcoscenici europei, neanche l’ombra.

Almeno finora: dalle ultime statistiche pare che il 47% delle aziende del settore dell’agricoltura abbia difficoltà a trovare forza lavoro: mancano gli operai a bassa specializzazione, che generalmente non sono autoctoni ma immigrati da altri Paesi. Il problema, però, non si pone solo in campo agricolo.

Analizzando la situazione globale del Regno Unito, emerge che anche in campo sanitario molti dei professionisti non hanno lignaggio UK: per esattezza, il 13% del personale infermieristico ha origini estere, discorso che si può applicare anche nel settore scuola e insegnamento per il 10% dei professori con residenza o domicilio nel Regno Unito, ma che non vi sono nati.

Da aggiungere ancora un fatto piuttosto allarmante: prima del referendum l’ondata di persone che si spostavano nel paese suddito della Regina Elisabetta in cerca di lavoro, fortuna e realizzazione ammontava a 60.000 unità ogni tre mesi. Cos’è successo dopo la vittoria della Brexit? Il dato si è ridotto del 50% nel trimestre successivo. Infine, il 25% delle aziende del Regno Unito potrebbe perdere ulteriore personale a causa del rimpatrio dei lavoratori immigrati in terra natìa. A quanto pare la forza lavoro continuerà a mancare sempre di più.

Le prime conseguenze della Brexit: manca forza lavoro
Le prime conseguenze della Brexit: manca forza lavoro