Povertà, arriva il Rei. CGIL: “Primo atto concreto ma è ancora insufficiente”

(Teleborsa) – Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei). La misura si rivolge a una platea di 400 mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone.

Il reddito di inclusione approvato dal governo è “un primo atto concreto nella costruzione di una strategia nazionale di contrasto alla povertà, ma ancora insufficiente” – commenta la CGIL – secondo cui “con le risorse fin qui stanziate, il decreto limita l’intervento a una platea ristretta, meno di un terzo delle persone in povertà assoluta”.

Per il sindacato, quindi, è necessario “adeguare progressivamente il finanziamento, già con le prossime manovre finanziarie, per rendere il reddito di inclusione una misura effettivamente universale che copra l’intera platea delle persone aventi diritto, senza alcuna discriminazione”.

“Inoltre – aggiunge la Confederazione – bisogna fare in modo che il Rei non si riduca a mero trasferimento monetario, ma sia effettivamente accompagnato da un progetto personalizzato per le persone e i nuclei familiari, con un percorso di reinserimento socio-lavorativo a cura dei servizi del welfare locale. Solo così si potrà realmente favorire l’uscita dalla condizione di povertà”.

Come funziona e chi sono i beneficiari? Dal 1° gennaio arriverà il reddito d’inclusione (Rei), uno strumento di contrasto alla povertà destinato alle famiglie più deboli, circa 660 mila di cui 560 mila con figli minori. La misura, consiste in un assegno mensile di importo variabile dai 190 fino ai 485 euro in caso di famiglie molto numerose. Il reddito di inclusione sarà erogato su dodici mensilità, per una durata massima di 18 mesi, a quei nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica.

Il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore a 6 mila euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20 mila euro. In prima applicazione, in via prioritaria, avranno accesso al Rei i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni.

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