Povere casalinghe: 700mila vivono in povertà assoluta

Un lavoro non lavoro. Retribuzione teorica ai prezzi di mercato? Quasi 7mila euro al mese. Ma nella realtà le cose vanno diversamente

(Teleborsa)Un lavoro che non conosce pausa, capace di impegnare anche 24 ore su 24. Insomma, da una parte  un lavoro in piena regola e a tutti gli effetti, dall’altra un’occupazione che non gode dei diritti universalmente riconosciuti per tutte le altre attività che vanno a comporre il mercato del lavoro. In altre parole, un lavoro non lavoro. Retribuzione teorica ai prezzi di mercato? Quasi 7mila euro al mese. Circa 83 mila euro l’anno. Come rivela il rapporto Istat, in Italia le casalinghe sono più di 7 milioni ( in 10 anni 518mila  in meno) e lavorano 49 ore a settimana, in pratica e in media più di molti lavoratori occupati fuori dalle mura domestiche.  Il numero medio di ore di lavoro non retribuito svolte in un anno dalle casalinghe è pari a 2.539, sono 1.507 per le occupate e 826 per gli uomini (considerando sia quelli occupati, sia quelli non occupati)
Poco più della metà delle casalinghe non ha mai svolto attività lavorativa retribuita nel corso della vita. Alla base di questa scelta, nel 73% dei casi, per le casalinghe nella fascia compresa tra 15-34 anni, la convinzione di non poter trovare un lavoro, complice la crisi.
Per questo, a fronte di un impegno gravoso, la condizione economica delle casalinghe, segnala ancora l’Istat, non è affatto buona. Tanto che nel 2015 erano più di 700mila le casalinghe in povertà assoluta, in pratica il 9,3% del totale.

Numeri alla mano, nel 2014 sono state effettuate in Italia 71 miliardi e 353 milioni di ore di lavoro non retribuito per attività domestiche, cura di bambini, adulti e anziani della famiglia, volontariato, aiuti informali tra famiglie e spostamenti legati allo svolgimento di tali attività. Mentre 41 miliardi e 794 milioni di ore sono le ore di lavoro retribuito stimate nei Conti Nazionali.

L’identikit – Le anziane di 65 anni e più superano i 3 milioni e rappresentano il 40,9% del totale, quelle fino a 34 anni sono l’8,5%, rileva l’Istituto evidenziando che le casalinghe vivono nella maggior parte dei casi nel Centro-Sud (63,8%). Per quanto riguarda il titolo di studio, il 74,5% delle casalinghe possiede al massimo la licenza di scuola media inferiore. Nel 2012 solo l’8,8% ha frequentato corsi di formazione, quota che sale di poco tra le giovani di 18-34 anni (12,9%).
Il 42,1%  vive in una coppia con figli, un quarto in coppia senza figli e il 19,8% da sola. 560mila casalinghe sono di cittadinanza straniera

Povere casalinghe: 700mila vivono in povertà assoluta
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