Permessi mestruali alle dipendenti, l’iniziativa di una associazione calabrese

Anticipato l’iter legislativo con l’applicazione di una clausola che consente alle donne di astenersi dal lavoro per tre giorni

Le dipendenti dell’associazione “Monteleone Protezione civile”, che ha sede a Briatico e si occupa di assistenza ai migranti gestendo alcuni centri di assistenza, possono non recarsi al lavoro nel periodo del ciclo mestruale.
Presupposto dell’iniziativa è la piena fiducia del datore di lavoro nei confronti delle sue dipendenti. Senza l’intervento dello Stato e dell’Inps, dunque a costo zero. L‘idea è di Lelia Zangara, direttrice dell’associazione la cui presidente è anche una donna, Greta Mazzoleni.

“La nostra associazione – ha detto Lelia Zangara – ha deciso di venire incontro ed aiutare le nostre dipendenti donne che si trovano in difficoltà nei giorni mestruali. Sulla base dell’affiatamento e della fiducia totale che abbiamo nei confronti delle nostre dipendenti, basta loro una semplice telefonata per non venire a lavorare quando sono in difficoltà a causa del ciclo”.
“Non abbiamo inteso investire l’Inps della questione – ha detto ancora la direttrice – poiché i costi che ne derivano sono integralmente a carico della nostra associazione. In futuro, comunque, sarebbe bello che si potesse arrivare ad una guarentigia disciplinata dalla legge a tutela delle donne che vivono questo tipo di problematica”.

IL CONGEDO MESTRUALE – Tre giorni al mese di riposo durante il ciclo mestruale. È l’obiettivo della proposta di legge presentata alla Camera nei mesi scorsi (prima firmataria la deputata Romina Mura) all’esame della commissione lavoro, che mira ad istituire il “congedo per le donne che soffrono di dismenorrea”.
Secondo i dati, le percentuali di donne italiane che ne soffrono sono allarmanti: dal 60% al 90% “delle donne soffrono durante il ciclo mestruale e questo causa tassi dal 13% al 51% di assenteismo a scuola e dal 5% al 15% di assenteismo nel lavoro”. Da qui la proposta, che prende il via anche dal dibattito avviato in questa direzione negli Stati Uniti e riacceso di recente dalla decisione di un’azienda di Bristol, la Coexist, di inserire nello statuto l’esenzione dal lavoro per le impiegate nei giorni di picco del ciclo mestruale.

TRE GIORNI DI CONGEDO –La proposta di legge prevede che la donna lavoratrice che soffre di mestruazioni dolorose, previa certificazione da parte di un medico specialista debitamente presentata al datore di lavoro, avrà diritto ad astenersi dal lavoro per un massimo di tre giorni al mese.
La certificazione medica va rinnovata ogni anno entro il 31 dicembre e presentata al datore di lavoro entro il successivo 30 gennaio.
Durante l’astensione dal lavoro per “congedo mestruale”, alla donna saranno comunque dovute una contribuzione piena ed una indennità pari al 100% della retribuzione giornaliera.

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