Pensioni, incentivi fiscali alle aziende che finanziano l’Ape

Bonus per le aziende che finanzieranno la flessibilità pensionistica dei dipendenti più anziani attraverso l’Ape

Il ministro del lavoro Poletti ha anticipato, a margine di un convegno, che nella prossima Legge di Stabilità dovrebbe trovare spazio una forma di incentivo fiscale per le aziende che sceglieranno di sostenere la flessibilità in uscita per i propri dipendenti più anziani.

L’Ape – ha commentato Poletti – potrebbe diventare una chance per “le imprese che hanno interesse a costruire un processo di ringiovanimento”. L’obiettivo dei bonus per per imprese che lo finanziano è quello di abbassare i costi per i lavoratori e per le aziende.

A CARICO DELLO STATO – L’Ape, infatti, sarà a carico dello Stato in casi particolari, per alcune categorie di lavoratori in difficoltà: esodati, disoccupati,lavoratori precoci o impegnati in attività gravose anche se l’estensione della platea sarà definita in funzione delle risorse finanziarie per il pacchetto pensioni, che oscillano tra 1,2 e 1,6 miliardi.

A CARICO DEL LAVORATORE – Mentre al di fuori di queste categorie, l’onere dell’anticipo pensionistico, compresa l’assicurazione di premorienza, sarà a carico del lavoratore che è chiamato a restituire in 20 anni il prestito-ponte a partire dal momento del pensionamento secondo le regole generali. Il conto, per il lavoratore, sarà dato dal capitale, dagli interessi e dal costo dell’assicurazione, ma sarà alleggerito da un’agevolazione fiscale di cui non sono ancora resi noti i valori. Il dipendente, però, potrà essere aiutato dall’impresa, che – ha detto Poletti – avrà un incentivo fiscale.

IL DATORE DI LAVORO – Il datore di lavoro può sostenere i costi dell’Ape attraverso un versamento all’Inps di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro, in presenza di accordi collettivi anche attraverso appositi fondi bilaterali in essere o appositamente creati, in modo da produrre un aumento della pensione tale da compensare gli oneri relativi alla concessione dell’Ape.

La legge di Bilancio punta anche a smuovere il credito alle imprese, con un occhio di riguardo ai prestiti finalizzati agli investimenti, attraverso il Fondo di garanzia per le Pmi.

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