Pensioni, il part time agevolato è un flop. Solo 200 domande accolte da giugno

Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, fa dietrofront: "Si cambia"

(Teleborsa)Le previsioni (ottimistiche) avevano fissato soglia 30mila. I dati (realistici), invece, annunciano la disfatta. Sono i numeri, freddi e spesso impietosi come in questo caso, a decretare il flop del part time agevolato.  Sono state infatti appena 200 le domande accolte dall’Inps da quando,  lo scorso 2 giugno 2016, è entrato in vigore il decreto che dava la possibilità ai lavoratori che avrebbero maturato il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018 di andare in part time verso la pensione. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, incassa il colpo, riconosce che la misura non ha dato i risultati sperati e corre ai ripari annunciando che bisognerà utilizzare “strumenti diversi”. “Le cose vanno sperimentate e quando, come in questo caso, non danno buoni
risultati bisogna prenderne atto. Quando siamo partiti non c’era ancora il progetto per la flessibilità in uscita delle pensioni: poiché le due platee coinvolte sono sostanzialmente le stesse è chiaro che la scelta è stata condizionata”, ha ammesso il responsabile del Welfare.

COSA PREVEDE LA NORMA – Il meccanismo prevede la possibilità per le persone che raggiungono 67 anni e sette mesi di età entro il 2018 con almeno 20 anni di contributi, previo accordo con il datore di lavoro, di ridurre l’orario in una misura compresa tra il 40% e il 60%, ma solo nel settore privato. Chi sceglie questo strumento riceve ogni mese in busta paga, in aggiunta alla retribuzione per il part time, una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato.
Per il periodo di riduzione della prestazione lavorativa, lo Stato riconosce al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata, in modo che alla maturazione dell’età pensionabile il lavoratore percepirà l’intero importo dell’assegno dovuto.

PENALIZZATE LE DONNE – Di fatto, poi, l’opzione è preclusa alle donne dato che chi può usare lo strumento deve essere nato prima del maggio 1952 e le donne nate prima di questa data sono in grandissima maggioranza uscite dal lavoro entro il 2016.

UN FLOP DA TRIESTE IN GIU’ – Un flop da Nord a Sud, senza nessuna eccezione. Ad oggi, infatti, la misura è fallimentare in tutte le regioni: 33 domande accolte in Lombardia, 21 nel Lazio, solo una in Molise, Basilicata e Valle d’Aosta e 5 rispettivamente in Liguria e nelle Marche.

Pensioni, il part time agevolato è un flop. Solo 200 domande accolte da giugno
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